Catania a mano armata: 27 sparatorie in 19 mesi, i quartieri ostaggio delle nuove leve

In poco più di un anno e mezzo 27sparatorie, una persona uccisa, 14 feriti, 12 episodi riconducibili a intimidazioni e quasi 500 colpi sparati. Non è un bollettino di guerra, ma la realtà giornaliera di Catania negli ultimi 19 mesi. Nel capoluogo etneo si continua a premere il grilletto e lo si fa con sempre maggiore frequenza. Proprio per questo, oggi, la commissione regionale Antimafia sarà in città per il suo vertice. L’appuntamento, alla presenza di forze dell’ordine e prefetto, arriva a meno di un anno dalla visita della commissione Antimafia nazionale, a settembre 2025. Anche allora la città faceva i conti con una lunga serie di sparatorie: in particolare tra luglio e agosto.

Catania a mano armata: le periferie

Un copione che sembra ripetersi anche nel tempismo. Cambiano solo gli interpreti e, quando si tratta di questioni mafiose, nomi dei clan. Nelle scorse settimane, dopo la sparatoria in piazza Beppe Montana, sono emerse le crescenti tensioni nel clan Cappello. All’interno del quale fanno a gomitate le nuove leve del panorama mafioso. Giovanissimi che portano avanti tradizioni e affari di famiglia, spesso legati al mondo dello spaccio di sostante stupefacenti. I quartieri più colpiti dalle sparatorie negli ultimi due anni sono Librino, Trappeto, San Giovanni Galermo e San Cristoforo. Ci sono poi una serie di elementi ricorrenti: l’uso di scooter per fughe e attacchi, e i colpi sparati contro le attività commerciali, non solo a scopo estorsivo. Dietro insegne e saracinesche ci sono spesso parenti di illustri pregiudicati.

Una scia di sangue lunga anni

Le sparatorie in città non sono, però, una costante dell’ultimo biennio. Anche nel 2023 e nel 2024 il copione era stato identico. Pistole e kalashnikov avevano continuano a sparare anche quando in città arrivò il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il 9 giugno 2023, giorno in cui si tenne un vertice in prefettura, un 20enne venne ferito con diversi colpi di pistola sparati all’addome. Stesso spartito nei giorni successivi, con varie sparatorie e un omicidio in un appartamento in via Santo Cantone. Per il titolare del Viminale, però, non era necessario un cambio di passo in tema sicurezza.

Cosa è stato fatto?

I controlli intensificati – non solo nei quartieri caldi – e la repressione rimangono le armi di risposta più utilizzate, anche per i loro risultati numerici immediati. Ma la sicurezza non è fatta solo di statistiche. In particolare a Catania, che da decenni ha il triste primato di capitale italiana della povertà educativa. Quanto avvenuto negli ultimi anni impone una riflessione sulla reale efficacia delle operazioni ad alto impatto, cioè i servizi straordinari interforze pianificati dai comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza. Nonostante gli sforzi, i quartieri sembrano essere controllati da nuove generazioni alla ricerca di visibilità, prestigio e controllo del territorio. Attraverso un uso sempre più disinvolto delle armi.

Il modello Gomorra

Pistole e mitragliatori – vere e modificate – circolano senza limiti e il loro reperimento è sempre più facile. Anche per chi uomo d’onore nemmeno lo è. Un modello Gomorra in cui si punta a conquistare rapidamente potere e riconoscimento all’interno dei gruppi criminali e non solo. Secondo le dinamiche tipiche dei social network: su piattaforme come TikTok, infatti, circolano video che ostentano denaro, lusso, scooter, musica neomelodica e simboli riconducibili alla cultura criminale. Contribuendo, in alcuni casi, a costruire un’immagine della violenza come strumento di affermazione personale.

Cronologia delle sparatorie a Catania nel 2026

4 luglio 2026 – Un 33enne viene colpito da un colpo di pistola al gluteo. L’uomo si trovava in via Stella Polare. La stessa sera la polizia è intervenuta in via Ammiraglio Caracciolo dove sono stati esplosi circa 10 colpi di pistola.
3 luglio 2026 – Due persone con il volto coperto e a bordo di uno scooter sparano sei colpi di pistola contro la saracinesca di una macelleria equina in via Stazzone, nei pressi dello stadio Cibali.
25 giugno 2026 – Un 25enne viene gambizzato nei pressi di piazza Risorgimento. A terra le forze dell’ordine recuperano tre bossoli. Durante la stessa notte, lungo viale Biagio Pecorino, tra i quartieri San Giorgio e Librino, da uno scooter vengono sparati 19 colpi di AK-47. Nessuno rimane ferito.
11 giugno 2026 Tre giovani, tra cui due minorenni, rimangono feriti in piazza Beppe Montana, alla periferia nord di Catania. Il più grave viene ricoverato all’ospedale Cannizzaro. Dietro la sparatoria una faida interna al clan Cappello, in cui le giovani leve si sfidano per il controllo dello spaccio di droga.
11 marzo 2026 – Un 19enne viene colpito da un proiettile al polpaccio. Il giovane si trovava al viale Bummacaro, nel quartiere Librino.
13 febbraio 2026 – Spari contro un 20enne nel quartiere San Giovanni Galermo. Il giovane verrà trovato agonizzate in via Fava. Dietro i fatti, una lite in discoteca tra due esponenti del clan Cappello e lo stesso ferito, orbitante nella famiglia mafiosa dei Santapaola.
10 febbraio 2026 – Un uomo viene gambizzato all’interno di una barberia. L’uomo, già sottoposto agli arresti domiciliari, si trovava nel negozio in permesso premio per lavorare. A maggio le forze dell’ordine arrestano come autore il 22enne Rosario Litteri, nipote del capomafia Turi Cappello.
8 febbraio 2026 – Un 27enne agli arresti domiciliari spara con un fucile contro il vicino di casa. La vittima, con precedenti per rapina, viene colpita alla gambe. La polizia arresta il 27enne e collega la sparatoria a una lite per questioni di vicinato.

I casi del 2025

25 dicembre 2025 – Un 16enne viene colpito alla gamba destra da un colpo di fucile a Monte Po, nella periferia nord di Catania.
22 ottobre 2025Vengono sparati dei colpi di arma da fuoco contro la vetrina di un negozio d’abbigliamento in via Plebiscito. La stessa notte la polizia recupera quattro bossoli al viale Bummacaro, nel quartiere Librino.
20 ottobre 2025All’altezza del civico 18 del viale Moncada, a Librino, la polizia recupera i bossoli di una pistola e di una mitraglietta. I colpi sarebbero stati sparati in aria.
28 agosto 2025 – Almeno 16 colpi vengono sparati contro una panineria al civico 152 di via Giovanni Da Verrazzano, nel quartiere Villaggio Sant’Agata.
27 agosto 2025 Diversi colpi di pistola vengono sparati contro il noleggio auto e moto Diamond, in via Plebiscito.
26 agosto 2025 – La stessa notte si registrano due episodi. Contro la saracinesca di un centro estetico in via Garibaldi vengono sparati 21 colpi. La titolare è legata a un pregiudicato, sequestrato nel 2024 da un gruppo di finti poliziotti. In via Calabrò vengono invece sparati cinque colpi di pistola contro un’abitazione.
4 agosto 2025 – Spari in via Acquedotto Greco, forse durante una lite.
2 agosto 2025 – Decine di colpi vengono sparati contro la gastronomia La Piramide, in via Ammiraglio Caracciolo, traversa di viale Mario Rapisardi. 
1 agosto 2025 – Sempre al viale Mario Rapisardi vengono sparati diversi colpi di pistola contro la gioielleria Fefè Oro & Diamanti.
8 luglio 2025 – Oltre 25 bossoli vengono recuperati dalle forze dell’ordine in piazza Vicerè.
3 luglio 2025Diversi colpi di pistola vengono sparati contro una stazione di servizio lungo viale della Regione, non distante da via Palermo. La stessa sera vengono sparati dei colpi di pistola in piazza Machiavelli, conosciuta come piazza San Cocimo.
9 gennaio 2025 – Nel primo pomeriggio viene colpito da diversi colpi di pistola il 21enne Giuseppe Francesco Castiglione. Il giovane muore il giorno dopo in ospedale. A sparare il 20enne Calogero Michael Romano.


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