Si è concluso con la condanna a oltre 16 anni di reclusione il processo d'appello per l'ultimo degli imputati per l'omicidio di Pierantonio Sandri, il giovane niscemese ucciso nel 1995. Capovolto il giudizio del primo grado che vedeva assolto Cancilleri. Ad incastrarlo «le dichiarazioni dei complici e la conferma del movente», spiega Enza Rando, legale di Libera, che da sempre ha seguito il caso, rimanendo vicina alla madre Ninetta Burgio. «Ma resta una giornata in parte triste perché delle giovani vite sono state spezzate», commenta il referente catanese dell'associazione di don Ciotti