Il 23 novembre, giorno del primo anniversario del presidio permanente, un gruppo di attivisti di Niscemi ha fermato un convoglio militare statunitense, lanciando vernice e uova. Qualche giorno fa la polizia ha perquisito le abitazioni di due di loro, accusate di imbrattamento e violenza privata. Sequestrati pc e macchine fotografiche. La risposta del comitato in un video a cui hanno partecipato giovani e anziani. Intanto gli studenti sono tornati in strada, anche contro la chiusura dell'ospedale. «Prima ci fate ammalare col Muos e poi non ci volete nemmeno curare», il loro slogan. Guarda foto e video