La multinazionale delle telecomunicazioni sembra non avere alcuna intenzione di rivedere la decisione di chiudere la sua sede di Catania, l'ultima rimasta in Sicilia, dopo quella di Palermo smantellata a febbraio. Ma i 31 lavoratori a rischio disoccupazione non ci stanno: «Siamo un polo d'eccellenza, non costiamo granché e non vogliamo nessuna buonuscita», dice Antonio Altana, ingegnere neanche quarantenne adesso in mobilità