Ombrelloni, sdraio, sedie e perfino panchine lasciati sulla spiaggia per prenotare il posto migliore prima dell’arrivo dei bagnanti. È quanto hanno trovato gli uomini della capitaneria di Porto e della Guardia Costiera di Pozzallo, durante un’operazione di controllo che ha portato al sequestro di 115 attrezzature abbandonate sull’arenile e alla restituzione alla collettività circa 2 […]
Foto di Guardia Costiera
Ombrelloni lasciati per occupare la spiaggia libera. Maxi sequestro della Guardia Costiera
Ombrelloni, sdraio, sedie e perfino panchine lasciati sulla spiaggia per prenotare il posto migliore prima dell’arrivo dei bagnanti. È quanto hanno trovato gli uomini della capitaneria di Porto e della Guardia Costiera di Pozzallo, durante un’operazione di controllo che ha portato al sequestro di 115 attrezzature abbandonate sull’arenile e alla restituzione alla collettività circa 2 mila metri quadrati di spiaggia libera.
L’operazione Mare e Laghi Sicuri 2026
L’intervento rientra nell’operazione estiva Mare e Laghi Sicuri 2026 ed è stato condotto con il supporto dell’ufficio logistico del Comune di Scicli e della polizia locale. I controlli sono scattati anche a seguito delle numerose segnalazioni e degli esposti presentati da cittadini e frequentatori del litorale, che denunciavano il fenomeno dell’occupazione preventiva delle spiagge. Nel corso dell’attività, svolta nei giorni scorsi nelle località di Sampieri, Cava d’Aliga e Micenci, gli operatori hanno sequestrato 84 ombrelloni, 27 sdraio, due sedie in plastica e due panchine lasciati incustoditi per riservare porzioni di arenile in assenza dei proprietari.
Secondo la Guardia Costiera, lasciare stabilmente ombrelloni e altre attrezzature sulle spiagge libere per assicurarsi un posto costituisce un’occupazione abusiva del demanio marittimo e rappresenta una limitazione del diritto degli altri cittadini a usufruire liberamente della spiaggia. Una pratica vietata dal codice della Navigazione che, oltre a sottrarre spazi pubblici, ostacola anche le ordinarie operazioni di pulizia e manutenzione. Non si tratta del primo intervento contro il fenomeno. Un’operazione analoga era stata eseguita anche durante la scorsa estate nelle stesse località.