Quando un’impresa acquista un nuovo macchinario, un software, un sistema energetico o una qualche tecnologia, spesso sul preventivo trova la dicitura Industria 4.0. Questo, però, non basta affinché i beni rientrino nei benefici dell’iperammortamento: l’agevolazione che consente di maggiorare fiscalmente il costo di alcuni investimenti, ottenendo nel tempo una maggiore deduzione dal reddito imponibile. Destinata […]
Dalle macchine agricole all’Ai: le caratteristiche dei beni per accedere all’iperammortamento
Quando un’impresa acquista un nuovo macchinario, un software, un sistema energetico o una qualche tecnologia, spesso sul preventivo trova la dicitura Industria 4.0. Questo, però, non basta affinché i beni rientrino nei benefici dell’iperammortamento: l’agevolazione che consente di maggiorare fiscalmente il costo di alcuni investimenti, ottenendo nel tempo una maggiore deduzione dal reddito imponibile. Destinata a beni materiali e immateriali nuovi, purché strumentali all’attività d’impresa e realmente integrati nei processi aziendali. Ci spiega cosa significa Armando Crispino, commercialista e consulente aziendale, fondatore di Studio Crispino, rubrica dedicata alle imprese.
I macchinari devono parlarsi tra loro
Tra i beni potenzialmente agevolabili ci sono macchine utensili, robot, linee automatiche di produzione e impianti per la lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti. Per il comparto agroalimentare, ad esempio, possono assumere rilievo linee di selezione, imbottigliamento, etichettatura, imballaggio e controllo qualità. La macchina, però, deve essere in grado di ricevere istruzioni dai sistemi aziendali, scambiare dati con le altre apparecchiature e restituire informazioni sulle attività svolte. Anche trattori e macchine agricole possono beneficiare dell’iperammortamento, ma non basta la presenza di un Gps o di un display digitale. In un processo interconnesso, il bene può ricevere una mappa di prescrizione da un software agronomico, ad esempio, eseguire una lavorazione differenziata e trasmettere all’impresa i dati relativi a superfici lavorate, tempi e quantità impiegate. L’ammissibilità deve quindi essere verificata sul modello e sulla configurazione acquistata, senza limitarsi alla descrizione del rivenditore.
Magazzino, tracciabilità e controllo qualità
Possono rientrare nell’agevolazione anche magazzini automatici, sistemi di movimentazione, dispositivi per pesatura e cernita e soluzioni per la tracciabilità dei lotti. Tra le tecnologie più innovative figurano i sistemi che utilizzano l’intelligenza artificiale per individuare difetti o prodotti non conformi. Nel settore agroalimentare potrebbe trattarsi, ad esempio, di una linea di selezione ottica capace di riconoscere e separare automaticamente i prodotti che non rispettano determinati parametri.
Energia, software e cybersecurity
L’iperammortamento può interessare anche beni come sistemi intelligenti per il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Possono inoltre rientrare software per la gestione della produzione, la manutenzione predittiva, il controllo degli impianti, la logistica e l’analisi dei dati. Sono previste anche soluzioni di cybersecurity e intelligenza artificiale, purché siano direttamente collegate ai processi operativi o produttivi dell’impresa. Restano invece normalmente esclusi computer, notebook, stampanti, programmi di contabilità e strumenti destinati alla semplice gestione amministrativa.
Il requisito decisivo è l’interconnessione
Non generica tecnologia, insomma. Il punto centrale dell’agevolazione è l’interconnessione, che non coincide con il semplice collegamento a internet. Deve esistere uno scambio effettivo e documentabile di dati tra il bene e i sistemi aziendali. Il macchinario deve ricevere istruzioni, comunicare informazioni e integrarsi con produzione, logistica, magazzino o altre apparecchiature. Per questo la verifica tecnica e fiscale dovrebbe essere effettuata prima dell’ordine. La domanda corretta non è soltanto se un bene sia nominalmente 4.0. Bisogna piuttosto chiedersi come verrà utilizzato, con quali sistemi dialogherà e come potrà essere dimostrato il suo inserimento nel processo aziendale. La dicitura presente sul preventivo può avere valore commerciale, ma non sostituisce i requisiti tecnici, la documentazione e una corretta progettazione dell’investimento.