Assumere personale a tempo indeterminato, oggi, può costare molto meno per le imprese. Con la legge nota come decreto 1° maggio, il governo ha riscritto la mappa dei bonus alle assunzioni per il 2026. Superando gli sgravi introdotti dal decreto Coesione e poi prolungati dal Milleproroghe. La nuova norma introduce quattro incentivi diversi, pensati per […]
Incentivi alle assunzioni: quattro nuovi bonus per il 2026
Assumere personale a tempo indeterminato, oggi, può costare molto meno per le imprese. Con la legge nota come decreto 1° maggio, il governo ha riscritto la mappa dei bonus alle assunzioni per il 2026. Superando gli sgravi introdotti dal decreto Coesione e poi prolungati dal Milleproroghe. La nuova norma introduce quattro incentivi diversi, pensati per sostenere le assunzioni di under 35, donne svantaggiate, imprese della ZES unica – Sicilia compresa – e le stabilizzazioni dei contratti a termine. Ecco una panoramica delle misure, nella nostra rubrica dedicata a formazione e lavoro. Con importi e scadenze spiegati dall’Associazione Atlantic, ente accreditato per corsi di formazione e aggiornamento professionale.
I quattro bonus per le assunzioni 2026
Il decreto individua quattro incentivi principali, ciascuno con propri requisiti e rivolti a categorie differenti di futuri lavoratori e lavoratrici.
Bonus giovani under 35
La misura prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 500 euro mensili per 24 mesi. Per accedere, è necessario che il lavoratore non abbia ancora compiuto 35 anni e non abbia svolto un impiego regolarmente retribuito almeno negli ultimi almeno 24 mesi. Ridotti a 12 mesi nel caso di categorie svantaggiate.
Bonus donne svantaggiate
Questa misura, dedicata a sostenere l’occupazione femminile, ha lo stesso meccanismo di esonero della precedente, ma con un tetto mensile di 650 euro. In questo caso, l’agevolazione è riservata alle lavoratrici prive di occupazione regolare da 12 o 24 mesi.
Bonus ZES
Un incentivo destinato alle imprese che ricadono nei settori e nelle aree della Zes unica del Mezzogiorno, che comprende anche la Sicilia. L’agevolazione è accessibile dalle imprese con un massimo di 10 dipendenti per l’assunzione di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
Bonus stabilizzazione
Uno sgravio pensato rendere il lavoro più stabile. Trasformando i contratti a termine, purché stipulati entro il 30 aprile 2026, in rapporti a tempo indeterminato.
Importi più alti per le imprese siciliane
Per i datori di lavoro che assumono in una sede o unità produttiva in Sicilia – insieme ad Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria – i massimali previsti dal Bonus giovani salgono da 500 a 650 euro mensili. Per il Bonus donne, invece, il tetto per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES arriva fino a 800 euro al mese. Una differenza non trascurabile per le aziende dell’Isola, che possono così contare su una decontribuzione più ampia rispetto al resto del Paese.
Requisiti e condizioni da rispettare
L’accesso ai benefici non è automatico. Le assunzioni devono generare un incremento occupazionale netto, calcolato rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. E il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti collettivi o individuali per giustificato motivo oggettivo nei sei mesi precedenti. L’accesso agli sgravi, inoltre, è subordinato al riconoscimento di un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni più rappresentative: il cosiddetto principio del salario giusto, che sta alla base dell’intero provvedimento.
Tempi di attuazione: cosa è già operativo
Non tutte le misure sono già utilizzabili dalle imprese. I bonus giovani, donne e ZES si applicano, con effetto retroattivo, alle assunzioni effettuate dall’1 gennaio 2026, ma restano in parte subordinati alle istruzioni operative dell’Inps e, per alcune misure, all’autorizzazione della Commissione europea. Il Bonus stabilizzazione, invece, riguarda le trasformazioni contrattuali effettuate tra l’1 agosto e il 31 dicembre 2026. Il decreto, inoltre, deve ancora completare l’iter di conversione in legge in Parlamento: con possibili modifiche al testo, come già avvenuto durante la prima lettura alla Camera. È essenziale, quindi, informarsi per tempo su requisiti e scadenze, per non perdere l’accesso a queste agevolazioni contributive. Specie per le imprese della Sicilia, dove il sostegno pubblico alle assunzioni continua a rappresentare una leva importante per la crescita dell’occupazione.