Per una volta, lo stato italiano è impegnato in una trattativa chiara, ufficiale e con soggetti indubbiamente istituzionali: quella con la regione siciliana e con il parlamento dell'isola in merito all'applicazione dell'articolo 37 dello statuto siciliano. La questione è ormai nota. Si tratta di quella norma secondo cui, le imprese che producono in sicilia, anche se hanno sede legale fuori, devono pagare qui i tributi. Il governo centrale, con la complicità di quello regionale, sarebbe disposto a riconoscere 49 milioni di euro lanno. Non solo una cifra ridicola (secondo le stime degli esperti sarebbero almeno 5 miliardilanno ), ma anche detratta dai fondi per la perequazione infrastrutturale (articolo 38 dello statuto). Come se il gap di infrastrutture nord- sud, fosse un problema risolto.