«Ancora qualche giorno e torneremo a vivere il mare insieme». L’annuncio online lasciava immaginare una riapertura ormai imminente. Ma i continui sviluppi delle ultime ore rischiano di cambiare ancora una volta lo scenario. Al centro della vicenda torna il lido Scialai, nell’area dell’Isola delle Correnti, il punto più a sud della Sicilia e dell’Europa continentale, […]
Foto lido Scialai
Isola delle Correnti, il caso del lido Scialai: un anno di carte, ricorsi e provvedimenti
«Ancora qualche giorno e torneremo a vivere il mare insieme». L’annuncio online lasciava immaginare una riapertura ormai imminente. Ma i continui sviluppi delle ultime ore rischiano di cambiare ancora una volta lo scenario. Al centro della vicenda torna il lido Scialai, nell’area dell’Isola delle Correnti, il punto più a sud della Sicilia e dell’Europa continentale, nel territorio di Portopalo di Capo Passero. Qui, da tempo, si intrecciano ricorsi, provvedimenti amministrativi e sequestri che hanno trasformato la stagione balneare in una lunga battaglia giudiziaria. L’ultimo episodio risale alla notte tra il 31 luglio e l’1 agosto, quando è scattato un nuovo sequestro preventivo degli agenti di polizia del commissariato di Pachino.
A lanciare l’allarme alle forze dell’ordine sarebbero stati alcuni cittadini che si trovavano in quella zona, secondo quanto emerso, per monitorare delle tartarughe. Adesso gli inquirenti dovranno effettuare degli approfondimenti sulla costruzione del lido balneare, verificando anche quanto messo nero su bianco in un esposto depositato a stretto giro. La denuncia è stata presentata alla procura di Siracusa, tramite l’avvocato Goffredo D’Antona, dall’associazione Isola delle Correnti. Una storia che nel complesso sembra riproporre lo scenario dello scorso anno, quando ad agosto 2025 il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa dispose il sequestro preventivo della struttura, gestita dalla società Greco Costruzioni & Servizi. Ma cosa è accaduto negli ultimi 12 mesi?
Il sequestro dell’estate 2025 e la battaglia giudiziaria
Alla base del sequestro del 2025 c’erano diversi passaggi per una zona sottoposta a particolari vincoli ambientali. Nell’elenco finì una presunta violazione di una concessione demaniale del 2013 che non prevedeva la costruzione di strutture interrate e l’occupazione di una superfice di oltre 3000 metri quadrati a fronte di una vecchia autorizzazione che sarebbe stata limitata a una porzione di 1000 metri quadrati. Tra le contestazioni anche la presunta mancanza di un’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza dei beni culturali, scaduta a quanto pare nel 2017 e mai prorogata. Contro questo provvedimento la società ha presentato due ricorsi, entrambi respinti.
Il primo dal tribunale di Siracusa e il secondo, dichiarato inammissibile, dalla corte di Cassazione. Parallelamente, sul fronte amministrativo, il dipartimento regionale dell’Ambiente ha dichiarato decaduta la concessione demaniale con un decreto emanato nell’aprile 2026. Anche il ricorso presentato al Tar di Catania è stato respinto, con i giudici che hanno confermato la legittimità del provvedimento regionale. La società si è quindi rivolta al consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, chiedendo anche la sospensione cautelare della decadenza. E qui arriva il colpo di scena. In attesa dell’udienza collegiale fissata per il 3 settembre, il presidente del Cga, con un decreto del 29 luglio scorso, ha accolto l’istanza cautelare, sospendendo temporaneamente gli effetti del provvedimento e richiamando «l’estrema gravità e urgenza» legata all’esigenza di garantire la fruizione estiva attrezzata della spiaggia dell’Isola delle Correnti.
I nuovi lavori e le verifiche richieste nell’esposto
Secondo l’esposto, dopo il decreto cautelare del presidente del Cga, nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto sarebbero stati avviati rapidamente lavori di spianamento del terreno e di installazione di strutture finalizzati alla riapertura del lido. Nell’atto si evidenzia che il decreto del Cga, pur sospendendo la decadenza della concessione, non sostituirebbe le autorizzazioni necessarie per la realizzazione delle opere, come il permesso di costruire e la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), né renderebbe automaticamente valide eventuali autorizzazioni rilasciate in passato. Per questo motivo l’associazione chiede alla procura di accertare eventuali violazioni urbanistiche e paesaggistiche e altre ipotesi di reato. Acquisendo anche la documentazione custodita dal Comune di Portopalo di Capo Passero e dalla Soprintendenza di Siracusa.