Due candelotti realizzati probabilmente con del cartone pressato e, a quanto pare, privi di innesco. Sono quelli che sono stati trovi oggi pomeriggio in una cassetta della posta in via Villini a Mare, nella zona di Ognina, a Catania. Destinataria dovrebbe essere Maria Grazia Santapaola. La donna è la sorella del capomafia di Cosa nostra […]
Catania, due candelotti di cartone a casa della sorella di Nitto Santapaola. Le indagini
Due candelotti realizzati probabilmente con del cartone pressato e, a quanto pare, privi di innesco. Sono quelli che sono stati trovi oggi pomeriggio in una cassetta della posta in via Villini a Mare, nella zona di Ognina, a Catania. Destinataria dovrebbe essere Maria Grazia Santapaola. La donna è la sorella del capomafia di Cosa nostra Nitto Santapaola, deceduto a marzo all’età di 87 anni, ma è anche la mamma del mafioso Aldo Ercolano, 65 anni e in carcere dal 1994. Il boss, condannato all’ergastolo e braccio destro dello zio, è stato il mandante dell’omicidio del giornalista Giuseppe Fava, avvenuto a Catania nel 1984.
Il secondo episodio in pochi giorni
Oggi pomeriggio, poco dopo l’orario di pranzo, è scattato l’allarme bomba in via dei Villini a Mare, dove abita Maria Grazia Santapaola. Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118. L’arteria, nei pressi di un camping, è stata interdetta alla circolazione. Presenti anche gli agenti della polizia scientifica e gli artificieri. A loro è toccato il compito di sottoporre a verifica i candelotti, salvo poi capire che non erano dei veri e propri esplosivi. Quanto accaduto oggi pomeriggio alza ancora di più il livello di allerta attorno alla figura della donna.
A inizio luglio, alcuni condomini avevano trovato un cilindretto di carta con una croce, anche questo a quanto pare destinato alla donna. Appare ormai chiaro che i due fatti rimandino a dei possibili avvertimenti. Tutti si chiedono dovuti a che cosa. Il marito della donna, il boss Pippo Ercolano, è morto ormai nel 2012 quando aveva 76 anni. Il nome del figlio, Aldo, è invece recentemente tornato alla ribalta dopo la riapertura del caso del duplice omicidio degli imprenditori Alessandro Rovetta e Francesco Vecchio, uccisi nel 1990. Ogni possibile collegamento è al vaglio dei magistrati della procura di Catania.