Il Cammino di Santiago per il Ccpm di Taormina: «Non possiamo permettere che chiuda»

Un Cammino di Santiago dedicato ai bimbi della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e ai loro genitori. Donare loro forza e speranza è il primo obiettivo di questa impresa. Ma anche quello di tenere accesi i riflettori sulla situazione precaria del reparto dell’ospedale San Vincenzo gestito ancora dal Bambin Gesù di Roma. Ad affrontare questo percorso Rodolfo Scavo. ​«Chiudere un reparto del genere non significa solo tagliare un servizio, ma voltare le spalle a famiglie intere, negare cure specialistiche e calpestare il diritto alla salute dei più indifesi – spiega – Chi cammina sperimenta la fragilità della propria carne, ma sa anche quanto sia fondamentale non arrendersi mai di fronte alla salita più dura – ha dichiarato -. ​Questa è la salita più importante che dobbiamo affrontare tutti insieme. Non possiamo permettere che questo reparto venga chiuso».

La perdonanza e le letterine dei bimbi

Tra i vari percorsi tra cui è possibile scegliere durante il cammino di Santiago, Rodolfo Scavo ha deciso di percorrere il San Salvador, un itinerario antico, selvaggio, duro e difficile e adesso sta attraversando il Primitivo. «C’è un antico detto medievale che recita: Chi va a Santiago e non al Salvador, onora il servo e non il Signor, perché ad Oviedo c’è la cattedrale e la famosa Camera Santa, che custodisce le reliquie della Croce e l’Arca Santa» ha spiegato ancora il viandante a MeridioNews.

«Sono arrivato a Oviedo la sera del 13 settembre, alla vigilia dell’apertura del Giubileo. Dal 14, per una settimana, nella cattedrale si tiene questa celebrazione speciale (la perdonanza) in cui i pellegrini possono espiare i propri peccati compiendo determinati riti e affrontando sacrifici in prima persona». Con lui Scavo ha portato delle credenziali tra cui oggetti, lettere e disegni dei bambini, oltre ai messaggi di speranza scritti dai genitori. «Nella Camera Santa ho ricevuto una benedizione di mattina e abbiamo celebrato una messa per pochissimi intimi – racconta Scavo-. Lì c’è stato il rito della perdonanza e la benedizione del pellegrino e di tutto ciò che portavo nello zaino, ovvero i pensieri dei bambini, che arriveranno fino a Santiago, al capolinea, davanti alla tomba dell’apostolo».

La solitudine e il sistema satellitare

Scavo, però, non è completamente solo in questo suo cammino iniziato il 9 settembre. Perché ha creato un sistema satellitare per bimbi e genitori del Ccpm che possono così vedere sempre la sua posizione in tempo reale. Durante la giornata, Rodolfo Scavo manda loro video, foto e messaggi tenendoli aggiornati su cosa stia facendo, in modo tale da far vivere loro il cammino insieme a lui. A loro volta, i guerrieri del Ccpm lo incoraggiano.

«Mi danno una forza incredibile. Stanno facendo tutto questo viaggio giorno per giorno insieme a me, con i miei sacrifici e con tutti i miei stati emotivi – sottolinea Rodolfo Scavo-. Soprattutto il San Salvador è un tracciato selvaggio, duro e sperduto, in cui non prende il cellulare e sei completamente solo. Ho camminato per tre giorni senza incontrare un solo pellegrino. E in quei momenti loro mi hanno tenuto compagnia. I loro messaggi mi arrivavano ogni volta che il telefono riusciva a riceverli». Il cammino dovrebbe terminare tra giorno 27 e il 29, dipende dalla marcia che Scavo riesce a mantenere. Finora riferisce di aver camminato circa 30 chilometri al giorno «ma è per una buona causa». Quando tornerà darà di nuovo ai bimbi le credenziali che gli sono state affidate e poi saranno loro a decidere cosa farne.

Reparto a rischio: cosa succederà al Ccpm di Taormina?

L’iniziativa di Rodolfo Scavo è stata determinata dalla nascita di suo figlio all’interno dell’ospedale di Taormina nel dicembre del 2025. «Quando è nato mio figlio, che per fortuna sta bene, ho deciso che avrei fatto questo cammino per i bambini di questo reparto – sostiene Scavo -, perché sono stati meno fortunati, ma hanno tutto il diritto di ricevere delle cure specialistiche a casa loro. Il Ccpm è un reparto di eccellenza non deve chiudere».

La preoccupazione di tutti nasce dal fatto che la convenzione con il Bambin Gesù scadrà il 31 dicembre 2026, ma siamo ancora in attesa della definizione della nuova rete ospedaliera della Regione Siciliana, in cui l’assessorato regionale alla Salute ha previsto il reparto di Taormina in pianta organica come Unità Operativa Semplice. In questa versione sarà dipendente a livello amministrativo dal relativo reparto del Policlinico di Catania e gestito a livello operativo dal Bambin Gesù di Roma. Questa previsione deve però appunto essere approvata dai Ministeri della Salute e dell’Economica che hanno fornito dei parametri precisi per il mantenimento della struttura cardiochirurgica pediatrica di Taormina, insieme a quella dell’Arnas Civico di Palermo. Da mesi si attende l’approvazione, ma diverse modifiche sono state richieste dal Ministero e operate dalla Regione. Entro dicembre, dunque, si attende il verdetto.


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