A una svolta le indagini sulla morte della donna rumena a Catania

Nessun delitto ma un decesso a quanto pare per cause naturali. Sono queste le ultime notizie, raccolte da MeridioNews, sulla morte di Elisabeta Boldijar, la 36enne originaria della Romania il cui cadavere è stato scoperto domenica scorsa a Catania. Il corpo della 36enne giaceva tra i rifiuti all’interno di uno stabile abbandonato in via Domenico Tempio, in quello che una volta era la sede del consorzio agrario. Dopo la segnalazione di alcuni residenti, che hanno notato il corpo dalla strada, sul posto erano intervenuti gli agenti della polizia di Stato. Sulla vicenda la procura di Catania ha aperto un fascicolo senza indagati.

I vestiti a brandelli e la presenza di cani randagi

Boldijar, come risulta al nostro giornale, viveva a Catania da diversi anni. Aveva alle spalle piccoli precedenti per furto e da tempo non aveva una dimora fissa. Secondo quanto emerge, sarebbe sprofondata nel tunnel della droga, in particolare nella dipendenza da crack. Non si esclude che la sua presenza all’interno dello stabile fosse legata proprio a questo contesto di marginalità. Sul corpo sono stati riscontrati diversi lividi, ma nessuna ferita da arma da taglio. Gli indumenti, in alcune parti ridotti in brandelli, potrebbero essere stati dilaniati dai morsi dei cani randagi. Sul corpo della vittima ieri è stata svolta l’autopsia. Dopo il ritrovamento del cadavere la procura etnea aveva deciso di diffondere la foto della 36enne, appellandosi alla cittadinanza per ottenere informazioni utili all’inchiesta.


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