Pellegrino lancia la candidatura a sindaco di Catania «Non torno indietro. Pogliese? Non mi risponde più»

Era il 22 gennaio 2016 e Riccardo Pellegrino annunciava che non avrebbe fatto «sconti a nessuno». Troppo pesanti quelle ombre che la commissione regionale antimafia gli aveva gettato addosso. Due anni dopo il sipario è sempre la sala Coppola del municipio di Catania, ma questa volta accanto al consigliere comunale di Forza Italia ci sono i suoi collaboratori. Uniti nel sostenerlo nella sfida più esaltante: essere il successore di Enzo Bianco nella poltrona di sindaco di Catania. Un annuncio ufficiale che arriva negli stessi istanti in cui i gerarchi siciliani del partito azzurro confermano la discesa in campo dell’europarlamentare Salvo Pogliese. «Non tornerò indietro», assicura Pellegrino. Nemmeno davanti all’eventuale promessa «di poltrone». «Lusinghe» che negli equilibri politici generalmente inducono a farsi da parte.

Assente la madre e i fratelli del politico, a osservarlo dalla platea ci sono radunati il padre, lo zio, e una piccola truppa di amici. Quella «gente» che, assicura Pellegrino, gli ha chiesto con convinzione di scendere nuovamente in campo. Forte del risultato ottenuto alle ultime elezioni regionali, in cui era stato capace di raggranellare poco più di 4000 preferenze nel collegio di Catania. Nel capoluogo, invece, aveva sfiorato il colpaccio piazzandosi secondo in lista a poca distanza dal più accreditato Dario Daidone. La sua roccaforte elettorale potrebbe tornare a essere il quartiere San Cristoforo, dove Pellegrino è nato e cresciuto e dove promette di continuare «ad ascoltare la gente». Le polemiche dei mesi scorsi, almeno per il momento, sembrano soltanto un ricordo. Salito alla ribalta delle cronache nazionale con l’etichetta di impresentabile per i problemi giudiziari di due fratelli: Gaetano, attualmente sotto processo per mafia, e Antonio Gianluca, in passato arrestato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti in favore del clan Cappello. «Sono assolutamente presentabile – spiega il candidato incensurato – come dimostra una sentenza in mio favore», rimandando a un’inchiesta risalente al 2015 per voto di scambio finita archiviata dalla procura etnea. 

La corsa del giovane azzurro, che per il momento non lascia Forza Italia, si inserirà in ambito civico. Già la prossima settimana potrebbe arrivare la presentazione di logo e lista. Per il momento l’anticipazione è sul nome del movimento: «Si chiamerà Un cuore per Catania – spiega -. Mentre il programma verrà fatto dalla gente». Tuttavia Pellegrino qualcosa anticipa davanti ai microfoni dei cronisti. Dai problemi della pescheria «dovuti a una pedonalizzazione che ha messo in ginocchio i commercianti», fino all’eccessiva presenza di migranti sul territorio: «La nostra città, dove non c’è più sviluppo, è piena di extracomunitari» chiosa senza giri di parole. 

Uomo di fede ma anche animalista convinto, Pellegrino rilancia e non lesina frecciate ai big del suo partito. Il nome finito nel mirino è proprio quello del suo, ormai ex riferimento politico Salvo Pogliese. «L’ho contattato al telefono e tramite messaggi, ma lui non ha mai risposto alla mia iniziativa». Presente invece il nipote Filippo e la fidatissima collaboratrice Debora. Per entrambi, Pellegrino aveva già annunciato la candidatura al consiglio comunale. «Confermate la vostra discesa in campo?», chiediamo al parente che preferisce prendere tempo: «Definiremo tutto, per il momento siamo qui per Riccardo». Il ragazzo di San Cristoforo che sogna di diventare sindaco.  


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