Palermo, suicidio al carcere Pagliarelli Silenzio dagli uffici: «indagini in corso»

Il carcere ha fatto un’altra vittima. Questa volta per Natale. E’ questo il regalo che attende la famiglia dell’uomo rinchiuso al carcere Pagliarelli, che ieri (26 dicembre 2014) ha commesso il brutale gesto. Dagli uffici della casa circondariale di Palermo nessuna informazione al momento è stata fornita. «Ci sono ancora indagini in corso». Sono le uniche parole che riescono a trapelare.

Secondo le prime testimonianze raccolte, l’uomo che si è tolto la vita si chiama Massimiliano Alessandri e aveva 44 anni e 2 figli. Si sarebbe impiccato con un lenzuolo e aveva origini fiorentine. Lavorava a Palermo come giardiniere ed era un appellante dopo una condanna in primo grado di otto anni.

L’ultimo suicidio risale al due gennaio del 2013. Si è tolto la vita Giuseppe Pizzo, di 58 anni, accusato di avere ucciso una prostituta nigeriana e averne bruciato il cadavere, poi ritrovato nelle campagne di Misilmeri. Pizzo si è impiccato alla sbarre della sua cella.

Negli ultimi dieci anni si sono registrati 600 suicidi fra i detenuti ma anche 68 fra gli agenti di Polizia Penitenziaria, secondo i dati forniti dal sito «Notizie Radicali». E in queste ore, proprio il leader storico dei radicali, Marco Pannella, ha visitato il carcere di Roma, Rebbibia. «Se vogliamo essere cortesi col ministro Angelino Alfano, i suoi dati in merito alle carceri sono inesatte. Noi Continuiamo a chiedere l’amnistia per tutti i carcerati» Afferma ai microfoni, il leader dei Radicali. In tanto, pare che si sia verificato anche nel carcere di Trani, un suicidio.

Rita Bernardini, segretario dei Radicali italiani ha contattato la madre del suicida. «La donna è stata raggiunta telefonicamente da alcune agenzie funebri palermitane che gli hanno chiesto ottomila euro per riavere la salma a Firenze. Mentre per il funerale a Palermo il prezzo è di 3mila e 400 euro. L’uomo inviava da tempo delle lettere alla madre in cui evidenziava il cattivo stato delle cose al Pagliarelli, chiedendo un aiuto concreto». 


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