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Denise Pipitone, verifiche su una 21enne calabrese
Legale: «Stiamo lavorando su nuove intercettazioni»

A fare partire i controlli a Scalea, in provincia di Cosenza, è stata la segnalazione di un cittadino che ha riferito diverse circostanze e alcune analogie con la bambina scomparsa da Mazara del Vallo 17 anni fa

Marta Silvestre

La segnalazione di un cittadino ha fatto partire i controlli dei carabinieri di Scalea (in provincia di Cosenza, in Calabria) su una ragazza di 21 anni di origini romene che vive nella cittadina tirrenica perché, secondo quanto presentato dall'uomo, potrebbe trattarsi di Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel settembre del 2004 da Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. La persona che ha segnalato la somiglianza, avrebbe raccontato anche diverse analogie e circostanze che potrebbero fare ipotizzare la verosimiglianza di quanto riferito. Per questo, i carabinieri stanno procedendo ai controlli a cui la ragazza non si è sottratta, fornendo anzi pure i nomi dei genitori e altre informazioni utili a ricostruire il suo passato. Di tutto è stata informata la procura di Marsala che dovrà decidere se procedere a effettuare la comparazione del dna.

Nell'ultimo periodo, la speranza sul caso della bambina scomparsa 17 anni fa si era riaccesa con un video-appello di una ragazza alla tv russa che cercava la madre. Ad alimentare l'attesa era stata la somiglianza della giovane con Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone che, però, era sempre rimasta «con i piedi ben saldati per terra». Dopo i risultati degli esami del sangue, è stata comunicata la notizia che Olesya Rostova non è Denise Pipitone. La scorsa settimana, i magistrati hanno ascoltato come persona informata sui fatti Maria Angioni. La ex pm di Marsala, che all'epoca si era occupata della vicenda e che oggi è giudice a Sassari (in Sardegna), aveva dichiarato di avere avuto il sospetto di fughe di notizie sull'inchiesta e, in particolare, che le persone intercettate sapessero che i loro telefoni erano sotto controllo

Il riferimento è ad Anna Corona, l'ex moglie del padre biologico di Denise e madre di Jessica Pulizzi, imputata poi assolta dall'accusa di avere sottratto la bambina e di averla ceduta ad altri. E ai rapporti che Corona avrebbe avuto con Stefania Letterato, all'epoca fidanzata e oggi moglie di Antonio Sfameni, allora dirigente del commissariato di polizia di Mazara del Vallo che indagava sulla scomparsa di Denise. Nella casa dove Corona ha vissuto fino a qualche anno, la scorsa settimana sono tornati carabinieri e pompieri per effettuare una lunga ispezione che pare non abbia portato a nulla. «Stiamo lavorando su nuove intercettazioni - ha dichiarato l'avvocato Giacomo Frazzitta, il legale di Piera Maggio - che riteniamo estremamente importanti: quello che stanno facendo i nostri consulenti è un lavoro complementare a quello che la procura sta svolgendo nella segretezza dell'inchiesta». Intercettazioni che potrebbero rivelarsi utili alla risoluzione del caso della bambina scomparsa. Intanto, rispetto alle indagini già svolte, l'avvocato ha aggiunto che «le piste sono state battute tutte fin dall'inizio, ma ci sono tanti punti ancora opachi, come la bambina avvistata a Milano il 18 ottobre 2004».

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