Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Apologia del fascismo, processo per quattro a Gela
Braccia tese e inni al duce nel ricordo delle Foibe

La Giornata del ricordo nella città del golfo si è trasformata in una celebrazione dell'era mussoliniana: indagati un uomo di 38 anni e tre militanti di Catania. I fatti risalgono al 10 febbraio 2016, ripresi dagli agenti della Digos. Quel giorno un notevole dispiegamento di forze dell'ordine, per impedire eventuali scontri 

Andrea Turco

Avevano organizzato una marcia silenziosa, di pochi metri e a passo lento, per ricordare le vittime italiane delle Foibe ma la commemorazione si era però trasformata in una celebrazione fascista. Ad ogni coro si erano alzate le braccia tese - il saluto romano - ed erano fioccati ricordi nostalgici del regime mussoliniano e richiami al presente, all'ordine e alla disciplina. 

Per questo motivo quattro esponenti del movimento Forza Nuova - di chiara ispirazione fascista - sono stati rinviati a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare di Gela con l'accusa di istigazione a delinquere e per apologia del fascismo. Un reato, quest'ultimo, già indicato nelle norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ma spesso non considerato in questi anni. 

A essere indagati sono un gelese di 38 anni e tre giovani di Catania. I fatti risalgono a un anno e mezzo fa, quando, il 10 febbraio, una cinquantina di noti esponenti della destra siciliana erano giunti nella città del golfo per una commemorazione della Giornata del ricordo, istituita per legge nel 2004, per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Una manifestazione che nel corso degli anni è stata rivendicata, e quasi fatta propria, dalla variegata galassia neofascista

Così come avvenuto a Gela, dove un notevole dispiegamento di forze dell'ordine era presente per impedire eventuali scontri con antifascisti. Una presenza che di fatto ha garantito lo svolgimento della manifestazione. Il personale della Digos della questura ha filmato e identificato i più accaniti, presunti istigatori, che sono stati denunciati alla magistratura. La Procura di Gela ha quindi chiesto e ottenuto il loro rinvio a giudizio.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Il sistema Montante

L'arresto di Antonello Montante ha scoperchiato un sistema di potere che tocca politica, forze dell'ordine, mafia e imprenditoria

Viaggiare in Sicilia

Percorsi, itinerari e consigli per chi vuole viaggiare in Sicilia lontano dalle solite mete e dai circuiti turistici di massa

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Se la Sicilia trema

Tra poche realtà virtuose e molta impreparazione, viaggio nell'isola ad alto rischio sismico

Il calcio che conta (storie dalle periferie del pallone)

Lontano dai riflettori della serie A, le storie e i profili più interessanti dalle squadre siciliane impegnate nei campionati minori

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×