«Voleva mettere mia figlia contro di me e poi l’ha uccisa» Le dichiarazioni del padre di Elena sulla sua ex compagna

«Mi sento un vuoto incolmabile. Ho sempre promesso a mia figlia che come padre l’avrei tenuta al sicuro, avrei dato la vita al posto suo». Parole Alessandro Del Pozzo, il padre di Elena – la bambina di quattro anni di Mascalucia che è stata uccisa dalla madre 23enne Martina Patti – che sono state riportate in una dichiarazione della sorella Vanessa. «Ho sentito parlare di pazzia e di gelosia morbosa ma non ho sentito parlare di cattiveria e di sadismo», prosegue parlando di quanto detto sulla sua ex compagna. «Come si può reputare un raptus quello che ha fatto Martina? Un omicidio premeditato e studiato in ogni particolare. Non si è nemmeno pentita di avere ucciso la bambina. Bensì – sottolinea – ha messo Elena dentro dei sacchi della spazzatura, l’ha sotterrata, si è ripulita e ha ripulito, ha inventato un sequestro creandosi un alibi e ha colpito la sua macchina per inscenare un aggressione: 24 ore di bugie».

Una dichiarazione che il padre della bambina ha affidato alla propria sorella sostenendo che lui in prima persona non ha alcuna intenzione di rilasciare un’intervista perché «sono troppo addolorato da ciò che è successo. Amo mia figlia più di ogni altra cosa al mondo. Era uguale a me in tutto e per tutto. Me l’ha uccisa, me l’ha portata via non perché non voleva che legasse con la mia compagna, ma perché voleva mettermela contro. Le parlava male di me ogni giorno – sostiene – ed Elena me lo veniva a raccontare». Del Pozzo ipotizza poi che la sua ex compagna «ha preso Elena dall’asilo un’ora prima perché già era preparata mentalmente. E questa è una chiara prova di una mente sana in grado di organizzarsi».

Intanto per domani mattina è previsto l’interrogatorio di garanzia di Patti, davanti alla giudice per le indagini preliminari Daniela Monaco Crea, all’interno del carcere di piazza Lanza a Catania in cui si trova – sorvegliata a vista – da quando ha confessato. La donna è accusata di omicidio volontario pluriaggravato e occultamento di cadavere. «Sta bene, è molto provata e quando parla di sua figlia è travolta dall’emozione e piange», ha riportato l’avvocato Gabriele Celesti dopo avere sentito la sua assistita in videoconferenza. Durante il colloquio con il suo legale la donna «non ha aggiunto altri particolari rispetto alle dichiarazioni già rese». Secondo quanto riferito dal legale, la linea di difesa di domani «non è ancora decisa: valuteremo insieme se rispondere alle domande del giudice o avvalersi della facoltà di non rispondere». 


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