U.S. Città di Palermo, ora il fallimento è ufficiale Il vecchio club rosanero scompare dopo 32 anni

Si attendeva soltanto l’ufficialità, che in effetti è arrivata quest’oggi: il vecchio Palermo, la U.S. Città di Palermo, è ufficialmente fallito. Il collegio della quarta sezione del Tribunale di Palermo ha respinto la richiesta di concordato presentato dalla vecchia società, che dunque da oggi è ufficialmente fallita. Adesso dunque arriveranno gli avvisi di garanzia per chi ha gestito il club negli ultimi anni, a cominciare da Maurizio Zamparini che è già alle prese con un processo per falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio. Come si legge nella sentenza, infatti, «risulta acclarata la sussistenza dello stato di insolvenza tenuto conto delle ingentissime esposizioni debitorie gravanti sulla società».

La vecchia società rosanero, 32 anni di storia dopo la rinascita del 1987 conseguente alla radiazione avvenuta l’anno prima, ha vinto una Coppa Italia di serie C (nel 1992/93) e due campionati di serie B (2003/04 e 2013/14). Negli ultimi 15 anni ha disputato ben 12 campionati di serie A e una finale di Coppa Italia, centrando più volte la qualificazione in Coppa Uefa prima e in Europa League dopo. Inoltre il club di viale del Fante ha anche dato all’Italia campione del mondo cinque giocatori (o meglio quattro dato che Toni era già passato alla Fiorentina), tutto sotto la gestione Zamparini.

Il declino, dal punto di vista economico e anche dei risultati, è cominciato negli ultimi anni: nel 2017 la Procura ha avviato le indagini sui conti del club, concluse questa mattina con il Tribunale che ha accolto l’istanza di fallimento presentata da tutti i creditori, tra cui soprattutto i calciatori. Quest’anno il club di viale del Fante è passato prima al gruppo inglese capeggiato da Richardson per poi tornare nelle mani di Rino Foschi e Daniela De Angeli e passare, infine, ad Arkus Network, sotto la gestione dei fratelli Tuttolomondo. E proprio l’ultima gestione sarà ricordata come quella della mancata iscrizione alla serie B che è costata ai rosanero e alla città la ripartenza dalla serie D con una nuova società, la Hera Hora di Dario Mirri e Tony Di Piazza.

Adesso dunque arriveranno gli avvisi di garanzia per bancarotta all’indirizzo di chi ha gestito i conti del club, a cominciare dall’ex patron Maurizio Zamparini. E il prossimo 10 febbraio, infine, si terrà l’udienza per la verifica dello stato passivo. Si quantificherà, sostanzialmente, quanto avanzano tutti quanti i creditori. Ed è per questo che il legale rappresentante della società dovrà consegnare tutti i libri contabili e tutti i beni in possesso della società.


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