Terremoti Etna: il bilancio dei danni agli edifici Ad Adrano si sgretola la chiesa di San Pietro

Trema la terra nella zona sud-occidentale dell’Etna. A distanza di 24 ore dalla scossa di magnitudo 2.8 di domenica a Ragalna, avvertita dalle popolazioni locali, i sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato tre scosse all’alba nel territorio di Adrano. La più forte, di magnitudo 2.4 è stata registrata alle ore 5:11; altra scossa alle 4:51, magnitudo 2.0. Una scossa magnitudo 2.3 era stata invece rilevata alle ore 2:23. Nessun danno a cose o persone.

«Le scosse di terremoto non sembrano essere state avvertite dalla popolazione – ha specificato a MeridioNews il sindaco adranita Angelo D’Agate – a differenza di quella di domenica mattina. Purtroppo dallo scorso 6 ottobre, cioè da quando avvenne il sisma di magnitudo 4.6, non si vive più tranquillamente. C’è effettivamente una certa preoccupazione». Gli ultimi movimenti del vulcano non hanno provocato ulteriori danni agli edifici pubblici o privati. Qualche settimana addietro, però, una delle tante scosse nell’area sud-ovest dell’Etna ha prodotto il crollo di una parte della chiesa di San Pietro, di per sé già danneggiata dal sisma di ottobre e dichiarata inagibile. «In totale abbiamo quattro chiese chiuse al culto», ha precisato D’Agate. 

A Santa Maria di Licodia, altro comune interessato dal sisma del 6 ottobre, sono quasi giunti a termine i sopralluoghi negli edifici pubblici e privati colpiti dal terremoto. Possibile stilare un bilancio quasi definitivo dei danni. «Sono oltre 180 le abitazioni i cui proprietari hanno chiesto una verifica – ha detto a MeridioNews Nino Mazzaglia, della Protezione civile comunale – mentre va ancora accertata la stabilità di circa 50 edifici; di quelli fino adesso visionati sono una trentina le abitazioni dichiarate inagibili del tutto o parzialmente. Complessivamente ammontano a circa quattro milioni i danni provocati dal terremoto nel nostro Comune». 

Proseguono, su tutt’altro versante dell’Etna, i lavori di messa in sicurezza, da parte dei vigili del fuoco, negli edifici religiosi danneggiati dall’altro recente forte sisma, quello di Santo Stefano nell’Acese e a Zafferana Etnea. Si opera sui campanili delle chiese di Santa Lucia ad Aci Catena e di Sant’Andrea a Milo. Le attività di riduzione, puntellamento e messa in sicurezza, vengono svolte sempre con tecniche di derivazione speleo-alpino-fluviale, seguendo i progetti speditivi messi a punto dal Nucleo interventi speciali dei vigili del fuoco, preventivamente autorizzati dagli enti territorialmente competenti.


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