Foto M.E.F.

Maxi ritardo per il rientro di Sant’Agata, fuochi del Borgo con il sole: «Così sono inutili»

«Lo spettacolo dei fuochi d’artificio? Nessuno li ha visti. C’era solo il fumo e si sentiva il rumore». Un ritardo clamoroso nella tabella di marcia ha fatto da cornice al tanto atteso spettacolo pirotecnico di piazza Borgo, uno dei momenti più attesi del giro interno della processione di Sant’Agata, che però sembra perdere, anno dopo anno, il valore e la forza della sua tradizione. «Fare i fuochi con il sole non ha senso, anche perché non li vede nessuno – ha spiegato il sindaco Enrico Trantino – Se la scelta è quella di arrivare in piazza Borgo quando il sole è sorto io rivedrei certe cose. Avremo sicuramente un momento di confronto con il mondo dei devoti».

La salita di Sangiuliano fatta a passo d’uomo alle 11

Archiviati i fuochi d’artificio fercolo e devoti hanno percorso la salita di Sangiuliano. Arteria che presenta una pendenza media del 10 per cento, affrontata a passo d’uomo dopo le verifiche del caso sulle condizioni di sicurezza. Lungo la salita anche un mazzo di fiori per ricordare Roberto Calì. Il devoto 22enne che morì durante l’edizione 2004 dei festeggiamenti dopo essere stato travolto dai fedeli. Il fercolo ha iniziato a percorrere la salita soltanto alle 11. Prima del rientro in cattedrale la discesa di via Crociferi – per la prima volta transennata e chiusa – e il canto delle monache di clausura di San Benedetto, un tempo celebrato senza la luce del sole. Secondo le previsioni il fercolo rientrerà in cattedrale non prima delle 14.

Lungo le strade del giro interno sono state sparse circa 100 tonnellate di segatura per evitare che la cera si attacchi all’asfalto ma da rimuovere ci sarà anche tanta spazzatura, lasciata a terra un po’ ovunque. «Gli operai sono già a lavoro per ripulire. La pioggia che c’è stata ritarderà le operazioni di rimozione della cera ma faremo di tutto per riconsegnare ai cittadini la normale viabilità», ha spiegato il vicesindaco e assessore all’Ambiente Massimo Pesce intervistato durante la trasmissione Devoti Tutti su Antenna Sicilia. L’edizione 2026 verrà ricordata anche per quanto accaduto durante la processione per l’offerta della cera del 3 febbraio, quando le candelore di pescivendoli e ortofrutticoli si sono sfidate nella prova di resistenza fisica della tichetta. Un confronto che ha determinato un ritardo nella processione e che ha mandato su tutte le furie l’arcivescovo Luigi Renna.  «A qualcuno piace solo scommettere. Cambiate vita», ha detto Renna il giorno dopo la sfida tra candelore.


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