Foto di frame video polizia

Mafia a Catania, droga in carcere e sparatorie: coinvolti anche un avvocato e un medico

Quattro anni dopo quei fatti si torna a parlare della rissa con sparatoria davanti alla discoteca Ecs Dogana Club di Catania. La vicenda, già ampiamente raccontata da MeridioNews e che portò all’arresto di cinque persone, torna d’attualità con l’ultimo blitz della polizia etnea. Gli agenti hanno eseguito di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone. Nell’indagine, coordinata dalla procura di Catania, i reati contestati a vario titolo vanno dall’associazione a delinquere al traffico di stupefacenti. Tra le persone coinvolte, stando alle informazioni emerse, ci sarebbero anche un avvocato di Catania e un dirigente medico in servizio presso la casa circondariale di Noto, in provincia di Siracusa. Il primo è accusato di avere fatto entrare della droga nel carcere di Agrigento. Il secondo avrebbe invece ricevuto l’incarico di introdurre lo stupefacente e della schede sim per i cellulari.

Droga nelle carceri: l’ombra del clan Cappello

Il legale e il camice bianco non avrebbero agito in maniera isolata ma sotto le direttive di una presunta banda di criminali, specializzati nello spaccio di droga proprio all’interno degli istituti di pena. Cocaina e crack sarebbero state vendute agli altri detenuti con prezzi fuori mercato, fino a 15 volte superiori rispetto a quelli praticati nelle piazze di spaccio tradizionali. La banda, orbitante all’interno del clan Cappello, avrebbe gestito lo smercio di droga anche in alcuni quartieri di Catania. In particolare nel rione Librino e tra le strade del Villaggio Sant’Agata. Soltanto alcuni dei quartieri in cui sono presenti le 42 piazze di spaccio che fanno di Catania uno dei principali hub della droga in Sicilia.

La rissa e la sparatoria per la mancata esibizione di Niko Pandetta

Nell’operazione assume rilevanza anche la rissa avvenuta fuori dalla discoteca. Il faccia a faccia, finito a pistolettate e con due persone ferite, era stato preceduto da un confronto, avvenuto qualche giorno prima. In quest’ultima occasione un gruppo di giovani, inseriti nel clan Mazzei, avrebbero impedito al trapper neomelodico Niko Pandetta di esibirsi insieme a Tony Effe. Dopo la sparatoria all’ECS Dogana, che portò all’arresto di cinque persone e a diverse condanne, ci furono altri episodi violenti a partire dal 14 giugno 2023. Sparatorie e rappresaglie non isolate ma, secondo gli inquirenti, collegate tra loro. Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti per ricostruire la vicenda figura anche la captazione in diretta dell’audio di un brano scritto da un cantante neomelodico vicino al gruppo, il cui testo ripercorrerebbe in modo dettagliato l’intera vicenda legata all’Ecs Dogana


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