La grandeur nucleare, nuova fonte di energia pulita

Quando parliamo di fusione nucleare fredda ci riferiamo a quel processo di reazioni, scoperto da M. Fleischmann e S. Pons nel 1989, che a temperature relativamente basse, rispetto ai milioni di kelvin normalmente necessari, permettono la fusione nucleare generando quindi energia.

Al Congresso Internazionale di fisica nucleare, tenutosi dal 13 al 18 ottobre allo Sheraton Hotel di Catania, il presidente della Fondazione Frisone, l’On. Salvo Fleres, il dottor. Bill Collins, presidente della Iscmns (International society of condensed matter nuclear science) con sede a Londra e il prof. Tripoli, direttore ricerche e sviluppo della Hera (Hydrogen energy research agency) di Velletri, hanno comunicato che verrà siglato a breve un protocollo dal quale partiranno diversi progetti finalizzati alla ricerca dell’energia pulita e alla prevenzione per l’inquinamento.

Già nelle prossime settimane inizieranno le sperimentazioni su sistemi alla base di importanti processi di applicazione tecnologica nel campo dell’energia rinnovabile ma anche del monitoraggio e della bonifica ambientale come microsensori per sostanze inquinanti e filtri di gas industriali.

All’incontro hanno partecipato quasi un centinaio di scienziati provenienti da tutto il mondo, tra cui lo stesso Fulvio Frisone, scienziato Siracusano tetraplegico dalla nascita, che ha dato il nome alla Fondazione di ricerca nucleare Catanese.

La Regione Sicilia manifesta una scelta di grande importanza politica e scientifica promuovendo la nascita di un polo d’eccellenza con la collaborazione di grandi scienziati stranieri e giovani siciliani per la ricerca su fonti di energia alternativa e ambiente.

Considerando la dipendenza economica di molti paesi nei confronti del petrolio, il campo della ricerca di energie alternative diventa sempre più indispensabile, poiché l’estrazione del prezioso “oro nero” non basterà più a colmare la crescente richiesta.

Purtroppo però la fusione fredda rimane ancora una chimera, un sogno che non ha possibilità di applicazione nella realtà, nonostante gli studi e le ricerche in merito non si siano mai fermate, forse per ragioni da attribuire al prevalere dei grandi interessi economici dei grandi petrolieri.


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