Il circolo virtuoso dei rifiuti nel Calatino. Presidente Kalat Ambiente: «Speriamo diventi un modello per tutta la Sicilia»

Sull’Isola la questione rifiuti è spesso un problema: spazzatura per strada, Tari troppo alta e discariche che arrivano al collasso. Un circolo vizioso che nel territorio del Calatino è stato trasformato in virtuoso da Kalat Ambiente Srr. L’ente di governo dell’ambito territoriale ottimale (Ato) Catania Provincia Sud che, dal 2012, ha dato inizio all’attuazione della riforma dei rifiuti in 15 Comuni in provincia di Catania (Caltagirone, Castel di Iudica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Raddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, Scordia e Vizzini) in cui si occupa di pianificare, programmare e affidare la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in maniera unitaria. Modalità che, nei territori di competenza, ha già dato i suoi frutti. Degli obiettivi raggiunti e di quelli già prefissati parliamo con la presidente di Kalat Ambiente Srr Concetta Italia.

Si può dire che Kalat Ambiente Srr sia diventato ormai un modello a livello regionale nel settore dei rifiuti. Quali sono le caratteristiche che fanno la differenza?
«La rivoluzione è stata gestire 15 Comuni come un unico territorio, muovendoci come ambito. Un bacino, che si estende su 1243 chilometri quadrati di superficie con quasi 150mila abitanti, in cui è Kalat Ambiente Srr a occuparsi della pianificazione, della programmazione e della gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Un metodo che rende il servizio migliore a prezzi più bassi. Dal giugno del 2017 è stato avviato un nuovo sistema di gestione di raccolta domiciliare porta a porta, con un calendario unico per tutti i diversi territori, che ha dato ottimi risultati già subito, migliorati progressivamente in questi sei anni. L’auspicio è che l’intera regione possa accogliere il nostro modello di pianificazione che guarda a una gestione interamente pubblica dei rifiuti, per diffondere una maggiore cultura di tutela dell’ambiente anche con minori costi».

Quali sono i vantaggi della gestione unitaria del servizio?
«Agire come ambito territoriale ottimale (Ato) ci ha consentito, innanzitutto, di ottimizzare i costi e, quindi, anche la parte che ricade sui cittadini; la stessa che in alcune zone dell’Isola raggiunge il triste primato nazionale. Questo è possibile perché per tutti i 15 Comuni del Calatino è stato affidato un unico appalto a un’unica azienda, che riesce a fare economia sapendo che, per ogni giorno, da calendario viene raccolta ovunque la stessa tipologia di rifiuto. Un’organizzazione pratica che si traduce in un risparmio immediato per i residenti. Nei nostri territori, infatti, la tassa sui rifiuti è più bassa di almeno 50 euro rispetto alla media degli altri Comuni siciliani».

Un risultato concreto per le tasche dei cittadini, ma non l’unico. Quali sono gli altri obiettivi raggiunti?
«Di sicuro gli ottimi livelli di quantità di raccolta differenziata. Siamo passati dal timido 30 per cento che si registrava nel dicembre del 2016 a una media del 71 per cento nel 2022. Una percentuale che è tra le migliori a livello regionale. E ci sono anche tre Comuni che si sono particolarmente distinti, arrivando a superare l’80 per cento di raccolta differenziata. Non è solo una questione di numeri, ma di pratiche che hanno un impatto su tutto il ciclo: come prima cosa, si riducono i conferimenti in discarica. E, infatti, in tutto il territorio d’ambito, si producono soltanto 14mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati. Questo ha fatto sì che, fino a questo momento, in questi territori non si è mai avvertita l’emergenza rifiuti che invece ha investito in modo anche pesante altre aree della Sicilia».

Raggiunto l’obiettivo quantità, adesso a cosa puntate?
«La qualità, ovvero, fare una raccolta differenziata super in termini qualitativi. Con percentuali così alte, bisogna fare molta più attenzione per arrivare alla totale assenza di frazione estranea all’interno di ogni tipologia di rifiuto, cioè la parte che non è recuperabile e va conferita in discarica. Anche in questo, nei nostri territori, siamo già ben al di sotto dei limiti consentiti dalla legge. Ma il nostro ulteriore obiettivo è ridurre complessivamente i rifiuti, promuoverne il riuso e il riciclo. In questo siamo sostenuti anche dalla lungimiranza delle amministrazioni locali che si sono dotate degli impianti di Kalat Ambiente Srr che sono pubblici. Il che ci ha reso unici nel panorama siciliano».

In tutti questi processi, che ruolo hanno avuto i cittadini?
«Sono stati i veri protagonisti. Sin da subito, hanno risposto bene ai cambiamenti, a partire dal passaggio dalla raccolta stradale con i cassonetti a quella porta a porta. Si sono impegnati e hanno accolto con favore le nostre azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione in tutto il territorio d’ambito. Azioni su cui abbiamo investito e continuiamo a investire molto come Kalat Ambiente Srr perché siamo convinti che le buone pratiche di tutela dell’ambiente debbano diventare un fattore culturale. A partire dalle scuole, con gli studenti e le studentesse, con progetti che li aiutino a maturare una coscienza del valore dell’ambiente e del rifiuto come risorsa. Sono i bambini e i ragazzi che poi possono farsi portavoce anche con gli adulti dell’importanza di agire da ospiti rispettosi di questo nostro pianeta. Un’attenzione alle buone pratiche, quella dei cittadini, che va sostenuta con la cooperazione tra tutti gli enti gestori».


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