Comunali, il centrodestra trova un accordo di massima Miccichè: «Miceli stia tranquillo, avremo candidato unico»

«Dite a Miceli che può stare tranquillo, il centrodestra avrà un candidato unico». Arriva attorno alle 23 l’annuncio un po’ a denti stretti e poco ufficiale, da parte del presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, tra i primi ad abbandonare il vertice del centrodestra unito organizzato all’hotel delle Palme di Palermo, da cui è uscito con in mano un accordo di massima. «Non abbiamo ancora deciso niente – dice – e non possiamo chiudere stasera, ma c’è un’intesa». Quest’ultima da definire: ci sono ancora deleghe e ruoli, ma soprattutto si aspetta il benestare di Fratelli d’Italia, che ha chiesto del tempo per riflettere e sciogliere in via definitiva le riserve. 

Non è dato sapere cosa si siano detti durante le quattro ore di riunione, per cui è stato reso off limits ai giornalisti anche il bar dell’hotel, ritenuto troppo vicino alla stanza dei lavori, ma chi c’era parla di «clima vivace». In effetti l’atmosfera si capisce fin da subito. Ed è paragonabile a quella di una polveriera: una parola di troppo e il banco salta definitivamente. I primi ad arrivare, attorno alle 18.30, sono stati i rappresentanti della Lega, che a Palermo corre con il simbolo Prima l’Italia, Marianna Caronia e Vincenzo Figuccia, poi alla spicciolata sono stati raggiunti dagli altri. Presenti l’assessore regionale Toto Cordaro, l’ex parlamentare regionale Antonello Antinoro, il consigliere Andrea Mineo, Francesco Cascio e Gianfranco Miccichè per la quota di Forza Italia, l’ex candidata Carolina Varchi, Raoul Russo e il coordinatore Giampiero Cannella per Fratelli d’Italia, l’ex assessora regionale Esther Bonafede per l’Udc, il candidato sindaco Totò Lentini, il capogruppo di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò, Roberto Lagalla e infine, a chiudere il gruppo, l’assessore regionale Mimmo Turano e l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro

Fin da subito le premesse non sono state delle migliori, con il gruppo a sostegno di Lagalla, compreso l’ex rettore, che ha scelto di appartarsi sul marciapiede accanto all’ingresso dell’hotel per mettere a punto le ultime strategie, tra facce tirate e un continuo di telefonate. Un capannello durato fino all’arrivo del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Miccichè. Poche parole tra lui e il candidato sindaco avversario, poi tutti insieme in marcia verso l’ingresso da cui, per quattro lunghe ore, nessuno è mai uscito. La svolta arriva attorno alle 22.40, con Carolina Varchi e Raoul Russo che varcano per primi la porta dell’hotel di via Roma. Facce stanche e pochissime dichiarazioni: «L’accordo non c’è, c’è un’intesa», dice Varchi, ma niente di più. A parlare finalmente è Gianfranco Miccichè, che lascia l’incontro poco prima del suo – quasi – ex candidato sindaco Francesco Cascio. Proprio lui andrà via attorno alle 23.30 scuro in volto e senza trattenersi più di tanto con la stampa. 

L’ultimo a rimanere all’interno dell’hotel è Roberto Lagalla. Con tutta probabilità sarà lui il candidato sindaco unico del centrodestra. Un’intesa raggiunta con non poca fatica da tutte le parti in causa, ancora granitiche sulle proprie posizioni di principio. Sentendo le voci di diversi tra i presenti, perché il dialogo potesse portare a qualcosa di concreto, si è scelto di tirare in ballo il nome di Nello Musumeci e la sua ricandidatura a presidente della Regione. Alla fine, voci di corridoio parlano di un accordo di massima che vede Lagalla sindaco, Cascio e Lentini assessori e la carica di vicesindaco assegnata a Fratelli d’Italia. Uno schema che lascia il tempo che trova senza il placet finale dei meloniani. «Stiamo andando avanti bene – dice Lagalla – la volontà generale è quella di andare uniti. Si parla di programma, di lavoro comune e siamo sulla strada per raggiungere un accordo nelle prossime ore. È un tavolo di lavoro continuo». 


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