Museo dello sbarco a Catania: orari modificati senza preavviso. «Turisti lasciati fuori e prenotazioni cancellate»

Orari d’apertura cambiati senza preavviso, prenotazioni cancellate, turisti e operatori del settore infuriati. Sembra paradossale, anche considerando l’ormai imminente 80esimo anniversario, quanto avvenuto in questi giorni al museo storico dello Sbarco in Sicilia. Realtà inaugurata a Catania nel 2002 dall’ex provincia di Catania al centro fieristico le Ciminiere, e oggi gestita dalla città metropolitana. Tremila metri quadrati con fotografie storiche ma anche riproduzioni di scena di vita al fronte che sembrano dovere fare i conti con la crisi e il fallimento della società Multiservizi. La partecipata dell’ex provincia che negli scorsi giorni, dopo anni di stallo, è stata sostituita con la Servizi città metropolitana di Catania.

«Il museo dello Sbarco, visitabile tutti i giorni escluso il lunedì, apriva alle 9 e chiudeva alle 15 – racconta a MeridioNews Giusy Belfiore presidente dell’associazione guide turistiche etnee – Ieri abbiamo scoperto, senza nessuna comunicazione ufficiale, che dei gruppi di visitatori sono rimasti fuori perché la struttura ha dei nuovi orari: apertura alle 9.30 e chiusura alle 12». Mezz’ora in meno la mattina e uno stop agli ingressi con tre ore di anticipo nel pomeriggio. «Tutte le prenotazioni dopo mezzogiorno sono saltate: i gruppi prenotati nel pomeriggio per le settimane a venire sono stati avvisati della cancellazione», continua Belfiore.

Ogni anno il museo viene visitato da circa 30mila persone, con ingressi limitati di 20 visitatori ogni 30 minuti perché alcuni spazi non consentono numeri maggiori. «Ci sono agenzie, soprattutto americane o legate alle navi da crociera, che da mesi avevano prenotato la loro visita – continua la presidente – Anche perché quello di Catania è il secondo museo più grande d’Europa di questo tipo. In una stagione turistica già programmata, così, salta tutto il sistema. Sappiamo anche che diversi turisti americani hanno chiesto il rimborso per danno». Al momento i canali web ufficiali del ministero della Cultura e della città metropolitana mostrano gli orari inalterati, creando ancora più confusione nei turisti.

Che, museo escluso, non vivono una migliore esperienza nel resto della città. «Il museo Verga è chiuso, mentre il teatro romano, dopo l’alluvione di due anni e mezzo fa, ha tutta una parte non visitabile perché non hanno posizionato una rete di protezione per la caduta di calcinacci». Chiuso, per lavori di riqualificazione, anche l’anfiteatro romano di piazza Stesicoro. Uno spazio che può essere comunque ammirato dall’esterno, compresi i cartelli informativi e i lampioni bruciati, e mai sostituiti, per un rogo risalente a febbraio durante la festa di Sant’Agata.


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