Beni culturali, anche in Sicilia ok ai biglietti online «Al momento è difficile anche prenotare al telefono»

«Magari il problema fosse il ticketing online, qui è un’impresa anche prenotare i biglietti telefonicamente». A consegnare il suo sfogo è un giovane tour operator siciliano, a proposito dell’emendamento approvato dalla commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana, che apre la strada alla vendita online dei biglietti per i siti culturali siciliani. Il tour operator manifesta le sue perplessità per un sistema che spesso non prevede competenze d’agenzia per gli operatori turistici e che in alcuni casi risulta deficitario persino rispetto alle prenotazioni telefoniche.

Quella dell’impossibilità di acquistare online i biglietti per mostre, monumenti o parchi archeologici nell’Isola è «una vicenda paradossale nel 2017» ammette Giancarlo Cancelleri, presidente del gruppo parlamentare dei Cinque Stelle, che ha presentato l’emendamento approvato in commissione. «È come se il mondo andasse in una direzione e la Sicilia in un’altra – sottolinea il deputato pentastellato -. Noi abbiamo scoperto che non era possibile acquistare online i biglietti su internet da un articolo di giornale e subito abbiamo studiato il modo di modificare una norma regionale del 2005 che prevede di affidare il servizio alla Fondazione Federico II. Un servizio che evidentemente non è mai partito. In questo modo invece sarà data la possibilità all’assessorato ai Beni Culturali di attivare convenzioni con agenzie di ticketing online, in modo tale da slegare la vendita dei biglietti dal sito istituzionale».

Ma in effetti i disagi non si fermano alla mancata vendita online dei biglietti, come testimoniato dal giovane tour operator, che racconta le difficoltà legate anche alla semplice prenotazione telefonica dei ticket d’ingresso. «Mi è capitato personalmente, ma non si tratta di certo di un caso isolato: organizzando una visita in Sicilia per un gruppo, ho contattato un sito culturale della Regione un mese prima dell’arrivo del gruppo in Sicilia. Ho prenotato la visita telefonicamente, effettuato il bonifico online e inviato via fax la ricevuta di pagamento, insieme ai documenti dell’accompagnatore. Ma all’ingresso del sito, la visita prenotata non era stata comunicata a nessuno. Così, quando un mese dopo il gruppo si è presentato, ho dovuto passare 20 minuti al telefono per dimostrare che quelle persone avevano già pagato l’ingresso, rimediando anche una figuraccia coi clienti. Naturalmente senza guadagnare nulla in cambio, perché i musei e i siti siciliani molto spesso non prevedono una percentuale da destinare alle competenze d’agenzia».

Insomma, non soltanto «in questo modo, alla fine – ammette l’operatore del settore – le agenzie tendono a non sponsorizzare i beni culturali a pagamento», ma il rischio evidente è anche quello di una perdita considerevole di visitatori. Perché è chiaro che i gruppi organizzati particolarmente numerosi, difficilmente resteranno a fare la fila all’ingresso, ma soprattutto i temerari disposti a farlo sprecheranno del tempo che non gli consentirà, ad esempio, di visitare due siti nello stesso giorno.

«Sicuramente – ammette Giuseppe Parello, direttore del Parco Archeologico di Agrigento – è un servizio di cui si sente la mancanza, riuscire ad attivare i canali online significherebbe allinearsi con i più evoluti standard internazionali e sarebbe molto utile per i tour operator».

Ma se per potere acquistare online i ticket d’ingresso la strada è ancora lunga, qualcosa intanto comincia a muoversi per venire incontro alle esigenze dei visitatori. «Stanno per insediarsi – racconta Parello – i servizi aggiuntivi: le biglietterie infatti saranno gestite da concessionari privati, a fronte di una gara fatta nel 2010 dal Dipartimento dei Beni Culturali. Stiamo discutendo su come ottimizzare i servizi di ammodernamento delle biglietterie, prevedendo anche una fila ombreggiata all’ingresso Giunone». Già, perché il non poter acquistare i ticket online e dover necessariamente fare la fila in biglietteria significa anche nei periodi di maggior afflusso turistico in Sicilia dover stare in coda sotto il sole cocente. «Attiveremo – assicura il direttore del Parco Archeologico – una diversificazione degli accessi, proprio in funzione della necessità di sveltire sistema di accesso. Naturalmente dando la precedenza alle fasce più deboli». Anziani, disabili, donne incinte potranno finalmente saltare la coda. Che in un sito che conta 700mila accessi l’anno, non è un aspetto secondario.

«Mi auguro che il sistema elettronico possa essere attivato presto – conclude il tour operator – anche se immagino che bisognerà ridisegnare l’intera gestione dei siti culturali, per scongiurare il rischio di nuove figuracce coi turisti che acquisteranno online i biglietti».


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