I ballottaggi e la disfatta del centrodestra. Per Schifani adesso la strada è una vetta da scalare

Tre Comuni al ballottaggio con i fari della politica regionale puntati addosso. Collocazioni geografiche diverse, così come le dinamiche interna, ma tutti accomunati da un verdetto che avrà un peso non indifferente da qui ai prossimi mesi. Da un lato il capoluogo Agrigento, poi la strategica Bronte, alle pendici dell’Etna, e infine la barocca Ispica nel Ragusano. Spettatore interessato il presidente della Regione Renato Schifani. Per il governatore adesso il traguardo della regionali 2027 assomiglia a una vetta dolomitica da scalare.

Agrigento: l’onda del campo largo travolge il centrodestra

Nella città dei templi il verdetto è schiacciante. Michele Sodano, sostenuto da una coalizione ascrivibile all’area del centrosinistra e del campo largo è il nuovo sindaco di Agrigento con il 72,31 per cento dei consensi. Una vittoria con un distacco siderale allo sfidante Gerlando Dino Alonge.

Alonge, che pure al primo turno si era presentato con il vento in poppa forte del sostegno compatto dei simboli pesanti del centrodestra tradizionale (Fratelli d’Italia, Forza Italia e i Popolari e Autonomisti), non è riuscito a capitalizzare il vantaggio teorico derivante dagli apparentamenti formali siglati per questo secondo turno con le liste civiche di Giuseppe Di Rosa. La frammentazione della destra e l’incapacità di mobilitare l’elettorato moderato hanno spianato la strada a Sodano, il quale ha già parlato apertamente di una «nuova primavera» e di una «rinascita comunitaria» per la città.

Il nodo dell’affluenza ad Agrigento

Se dal punto di vista politico il centrosinistra esulta, dal punto di vista della partecipazione democratica Agrigento fa registrare il dato più allarmante della tornata. Al primo turno l’affluenza si era attestata al 59,19 per cento, su livelli fisiologici per le amministrative. Al ballottaggio, invece, si è assistito a un crollo verticale: il dato finale dei votanti si è fermato al 41,03 per cento, facendo registrare una contrazione di 18,15 per cento rispetto a due settimane fa.

Bronte: Gullotta doppia il centrodestra nel suo feudo storico

Spostandosi sul versante etneo, a Bronte la competizione si è risolta in un clamoroso e inaspettato – ma solo per chi non ha respirato l’aria della campagna elettorale nella città del pistacchio – successo per l’avvocato Giuseppe Gullotta. Sfidante al ballottaggio di Giuseppe Castiglione. Quest’ultimo è considerato un peso massimo della politica locale e non solo per essere il genero del sindaco uscente Pino Firrarello ma anche per rivestire la carica di deputato nazionale con la casacca di Forza Italia (venne eletto con Azione di Carlo Calenda, ndr).

Nel passato di Castiglione anche i ruoli di presidente della provincia di Catania, eurodeputato, sottosegretario all’Agricoltura, assessore regionale e vicepresidente di Totò Cuffaro tra il 2001 e il 2004. Castiglione, nonostante l’autoproclamazione a candidato civico, era espressione di un robusto blocco di centrodestra con in prima linea proprio Forza Italia. Gullotta, da anni impegnato come cittadino in diverse battaglie per la comunità locale, ha trovato una sponda istituzionale nel movimento ControCorrente di Ismaele La Vardera. I dati parlano chiaro il nuovo sindaco Gullotta è stato eletto con poco più del 63 per cento delle preferenze. Segno che anche i sostenitori degli altri schieramenti nonostante nessuna alleanza ufficiale – centrodestra spaccato e Partito democratico – hanno virato sul nuovo primo cittadino.

Il trend della partecipazione a Bronte

Rispetto al resto dell’isola, Bronte si dimostra la comunità più reattiva e legata alla competizione politica locale, sebbene non immune al calo generale. Al ballottaggio l’affluenza si è attestata al 55,12 per cento. Rispetto al primo turno la flessione è stata del 6,36 per cento. Un calo decisamente più contenuto se parametrato alla media regionale.

Ispica: la sfida del sud-est premia il civismo del centrodestra

Nella corsa per palazzo Bruno di Belmonte, a Ispica, si sfidavano Pierenzo Muraglie e Serafino Arena. Muraglie, forte di un eccellente primo turno chiuso in testa con una coalizione prettamente civica (Lista Civica Pierenzo Muraglie Sindaco, Libera e Forte e Pensiamo Ispica), ha dovuto difendere il vantaggio dall’assalto di Arena, sostenuto dalla lista ControCorrente e dall’alleanza progressista tra Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Alla chiusura dello spoglio Pierenzo Muraglie è il nuovo sindaco di Ispica con il quasi il 57 per cento. A Ispica l’affluenza è stata del 51,30 per cento con una flessione del 10,95 per cento rispetto al primo turno.

Ora la partita si giocherà a Palermo e, soprattutto, a Roma. Il centrodestra cercherà di raccogliere gli stracci di questa débâcle e trasformarla in azione. Questo significa che il presidente Renato Schifani non dovrà più semplicemente fare i conti con i propri alleati per cercare di portare a casa con dignità l’attuale legislatura. Ma dovrà rendere conto a Roma. Che già sognava la Sicilia come un monocolore di centrodestra.


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