Una vera e propria Opa quella di Raffaele Lombardo al centro moderato. Seppur lanciata durante un incontro conviviale, ieri sera, a Scoglitti con gli autonomisti ragusani e nisseni. Il fondatore del Movimento per le Autonomie ha deciso di muovere in anticipo le acque della politica siciliana, con un’operazione strategica a lungo termine. Invocando un’alleanza di […]
Foto di Dario De Luca
Lombardo invoca l’unione del centro moderato: tra competizione interna e caccia a chi non vota
Una vera e propria Opa quella di Raffaele Lombardo al centro moderato. Seppur lanciata durante un incontro conviviale, ieri sera, a Scoglitti con gli autonomisti ragusani e nisseni. Il fondatore del Movimento per le Autonomie ha deciso di muovere in anticipo le acque della politica siciliana, con un’operazione strategica a lungo termine. Invocando un’alleanza di centrodestra solida, a spiccata vocazione moderata e autonomista, per le prossime elezioni amministrative e regionali 2027. Un’iniziativa politica che si inserisce nel solco della tradizione centrista isolana e che mira a riorganizzare le forze dell’area moderata. Federando realtà come Grande Sicilia per ridisegnare i rapporti di forza all’interno della coalizione di governo.
Le strategie dell’Mpa al tavolo dei grandi partiti
Tanto e complessi i possibili esiti di questa strategia . Poiché destinati a riflettersi sia sugli equilibri interni della maggioranza che sulla risposta dell’elettorato. Sul piano degli assetti di coalizione, il primo effetto tangibile è l’incremento del peso contrattuale del polo autonomista. In una fase storica dominata dalla spinta centripeta e sovranista dei grandi partiti nazionali, la costruzione di un blocco moderato coeso trasforma l’Mpa in un elemento indispensabile per la competitività della coalizione. Lombardo intende così sedersi al tavolo delle trattative con Fratelli d’Italia e Lega su un piano di sostanziale parità. Rivendicando voce in capitolo sulla scelta dei candidati sindaci, sul profilo del futuro presidente della Regione e sulle priorità strategiche dell’agenda di governo. Prima fra tutte la tutela dell’autonomia speciale.
Tra concorrenza interna e ricerca di sintesi
Questa proiezione non è, tuttavia, priva di insidie e tensioni. La prima reazione potrebbe giungere proprio dai partiti egemoni dell’alleanza, riluttanti a cedere spazio politico o ad accettare condizionamenti su candidature di peso. Al contempo, l’iniziativa di Lombardo apre un fronte di competizione interna allo stesso spazio moderato, incrociando i percorsi di altre forze di centro radicate nel territorio. Come la Democrazia cristiana di Totò Cuffaro e le componenti centriste di Forza Italia. Il successo del progetto dipenderà dunque dalla capacità di trasformare questa concorrenza in una sintesi unitaria, evitando che la frammentazione finisca per indebolire l’area invece di rafforzarla.
L’effetto sugli elettori: è caccia agli astensionisti
Un aspetto determinante, infine, riguarda il rapporto con il corpo elettorale. Un centrodestra capace di darsi una veste moderata e pragmatica ha il potenziale di intercettare quell’elettorato di centro che rifiuta le contrapposizioni ideologiche e che, oggi, si rifugia spesso nell’astensionismo. Sfruttando la capillarità delle reti territoriali e il forte legame con le amministrazioni locali, la proposta dell’Mpa punta a mobilitare il civismo diffuso. Offrendo una casa politica a chi cerca un’alternativa tanto alla destra sovranista quanto al campo largo della sinistra.