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Caso Denise Pipitone, la lettera inviata dall'anonimo 
«Sono 17 anni che so, non ho parlato prima per paura»

L'avvocato Giacomo Frazzitta, che assiste Piera Maggio, ha annunciato che si stanno concentrando sul «riascolto di intercettazioni con nuovi sistemi di ripulitura per vedere se riusciamo ad avere altri elementi». Nel frattempo, la procura continua a indagare

Marta Silvestre

«Sono 17 anni che so, ma non ha parlato prima per paura». Una lettera anonima con «elementi nuovi» sulla scomparsa di Denise Pipitone era arrivata allo studio legale dell'avvocato Giacomo Frazzitta che assiste Piera Maggio, la mamma della bambina di quattro anni di cui dal primo settembre del 2004 si sono perse le tracce da Mazara del Vallo, nel Trapanese. Quella stessa lettera, adesso, è stata inviata anche alla redazione della trasmissione di Rai3 Chi l'ha visto?. L'anonimo parla delle fasi successive al sequestro e fa riferimento anche ad alcuni testimoni oculari, circostanze su cui dice di essere «sicurissimo al cento per cento di quello che ho visto». Il contenuto della lettera, al momento, non è stato reso noto

«È tutto fermo perché siamo in attesa di novità - ha spiegato l'avvocato Frazzitta ai microfoni di Radio Fantastica - Rmb - Stanno arrivando molti altri messaggi ma nessuno sembra avere un collegamento con la prima lettera». Insomma, per il legale non ci sarebbero elementi per affermare che l'anonimo si sia fatto sentire di nuovo. «Intanto, proseguiamo con il riascolto di conversazioni e intercettazioni con nuovi sistemi di ripulitura - ha annunciato Frazzitta - per vedere se riusciamo ad avere altri elementi. E, nel frattempo, la procura lavora su un filone di cui non siamo a conoscenza». All'inizio di maggio, i magistrati della procura di Marsala hanno ascoltato come persona informata sui fatti Maria Angioni, la ex pm che all'epoca si era occupata della vicenda e che oggi è giudice a Sassari (in Sardegna). Era stata la magistrata a dichiarare di avere avuto il sospetto di fughe di notizie sull'inchiesta e, in particolare, che le persone intercettate sapessero che i loro telefoni erano sotto controllo.

Il riferimento è a delle segnalazioni che vennero dall'allora super-consulente della procura Gioacchino Genchi a cui era stato affidato l'incarico di esaminare i tabulati telefonici e le intercettazioni. Fu lui a evidenziare che «una persona vicina sentimentalmente al dirigente del commissariato di Mazara del Vallo dell'epoca aveva cambiato metodologia di contatti con una delle persone sospettate». Ovvero, Anna Corona - la ex moglie del padre biologico di Denise e madre di Jessica Pulizzi, imputata poi assolta dall'accusa di avere sottratto la bambina e di averla ceduta ad altri - e Stefania Letterato, allora fidanzata e dal 2006 moglie di Antonio Sfameni, l'allora dirigente del commissariato di polizia di Mazara del Vallo che indagava sulla scomparsa della bambina, che oggi è a capo della squadra mobile di Messina.

«Su questa vicenda, c'è ancora un'inspiegabile cappa di omertà», ha aggiunto l'avvocato Frazzitta che ha invitato l'anonimo a continuare a fornire informazioni che possano far fare dei passi avanti verso la ricerca della verità. Intanto, un'associazione di Mazara del Vallo (che ha scelto di rimanere anonima) ha raccolto 5000 euro da destinare a chiunque fornirà notizie utili per rintracciare Denise. «È la prima volta che dei mazaresi si fanno avanti in questo senso» Un'iniziativa che si affianca a quella dell'imprenditore italo-americano Tony Di Piazza, ex vice presidente del Palermo Calcio, che dieci giorni fa aveva già messo a disposizione 50mila dollari con lo stesso obiettivo.

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