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Paolo Borsellino e Marsala «santuario delle cosche»
«Sulla massoneria sono i partiti a dover fare pulizia»

Nei documenti desecretati ci sono due audizioni del giudice ucciso 27 anni fa che riguardano il Trapanese, dove fu procuratore dopo il maxi processo. Parla di Castelvetrano, del misterioso residence di Capo Granitola e delle logge. Con parole profetiche

Salvo Catalano

«Non chiedete alla magistratura di fare pulizia in questo campo, perché si tratta di una pulizia che dovrebbero fare i partiti al loro interno, senza aspettare che scopriamo il famoso terzo livello. Noi non abbiamo questo compito di far pulizia all'interno dei partiti: le responsabilità penali sono una cosa, l'affidabilità politica o come amministratori è un'altra». Così parlava Paolo Borsellino - di cui oggi ricorre il 27esimo anniversario dell'uccisione - nel dicembre del 1986 davanti alla commissione parlamentare Antimafia. E lo faceva, in qualità di Procuratore di Marsala sotto la cui sfera di competenza rientravano Mazara del Vallo e Castelvetrano, rispondendo alle domande sulla presenza della massoneria nella provincia trapanese. Borsellino proprio in quei mesi era arrivato a Marsala, mentre a Palermo si avviava alla conclusione il primo grado dello storico maxi processo. 

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