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Sistema Montante, dopo le condanne parla il procuratore
Bertone: «Noi accostati pure alla mafia, fatto molto grave»

Ieri il verdetto durissimo a carico dell'ex numero uno di Confindustria Sicilia. E da lunedì inizia il processo ordinario per altri 23 imputati. Intanto il numero uno della Procura nissena sottolinea: «Sentenza che fa giustizia di alcune amenità dette dalla difesa»

Salvo Catalano

Il giorno dopo la sentenza su uno dei processi più importanti degli ultimi anni in Sicilia, è il momento delle prime parziali valutazioni. Antonello Montante è stato condannato dal gup di Caltanissetta Graziella Luparello a 14 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e all'accesso abusivo a sistema informatico. Tre anni e sei mesi in più rispetto a quanto richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia nissena guidata dal procuratore capo Amedeo Bertone. Un macigno sulle spalle dell'ex numero uno degli industriali siciliani. «Leggeremo le motivazioni e capiremo cosa ha indotto il giudice ad aumentare la pena, poi capiremo cosa fare», commenta uno dei legali, Giuseppe Panepinto. 

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