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Alcamo, voto di scambio alle elezioni amministrative
Condannato ex senatore Pd Papania, cittadini risarciti

Secondo l'accusa Papania avrebbe contribuito all'accreditamento di alcune cooperative sociali nel circuito del Banco alimentare. Gli alimenti, però, anziché essere distribuiti ai bisognosi, sarebbero stati elargiti in cambio delle preferenze elettorali. Più di cento elettori si erano costituiti parti civili

Salvo Catalano

Foto di: Davidaola su Flickr

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Il voto di scambio dietro alle ultime elezioni comunali di Alcamo. A stabilirlo è stata la giudice Lucia Fontana che ha condannato a otto mesi l'ex senatore del Pd Nino Papania. Insieme a lui dovranno scontare una pena tra sei e otto mesi altre quattro persone: Massimiliano Ciccia, Giuseppe Bambina, Giuseppe Galbo e Filippo Renda. La sentenza di primo grado, emessa oggi al tribunale di Trapani, ha fatto decadere l'accusa di associazione a delinquere. Tutti avevano scelto il rito abbreviato, mentre il consigliere che avrebbe ricevuto i principali vantaggi da questo sistema, Antonio Nicolosi, attualmente in carica, ha scelto il rito ordinario e il processo inizierà il prossimo luglio. Papania ha annunciato che ricorrerà in Appello.

A gioire è soprattutto Niclo Solina, il candidato sindaco della lista Alcamo bene comune, che alle amministrative del 2012 fu sconfitto al ballottaggio per poche decine di voti da Sebastiano Bonventre, sostenuto da una coalizione di cui faceva parte il Pd. Il giudice del tribunale di Trapani ha deciso che Solina dovrà essere risarcito con diecimila euro, mentre un risarcimento simbolico, cento euro, è stato assegnato anche ai 120 cittadini che si sono costituiti parte civile. «Un record nella storia giudiziaria italiana», sottolinea a MeridioNews Solina. «La soddisfazione maggiore - continua - non deriva tanto dalla condanna di uomini, ma da quella di un sistema, un modo di fare politica che aveva avvilito la nostra città e che oggi sembra tramontato».

L'indagine è partita da un attentato incendiario subito da Papania. Ma gli approfondimenti dei carabinieri di Alcamo, coordinati dalla magistrata Rossana Penna, hanno fatto emergere un presunto sistema che mirava a comprare voti in cui l'ex senatore avrebbe giocato un ruolo chiave. Secondo l'accusa, in particolare, Papania avrebbe contribuito all'accreditamento di alcune cooperative sociali nel circuito del Banco alimentare. Gli alimenti, però, anziché essere distribuiti ai bisognosi, sarebbero stati elargiti in cambio delle preferenze elettorali. A usufruire di questo sistema sarebbe stato il consigliere Nicolosi, che ha scelto il rito ordinario ed è stato rinviato a giudizio. «Questo è un sodalizio - hanno denunciato nella requisitoria i pm Franco Belvisi e Anna Trinchillo - che ha attentato all'ordine pubblico in una delle manifestazioni più importanti della democrazia: il mandato elettorale». Il Senato, sollecitato dal gip di Palermo - che indaga su Papania per corruzione nell'ambito di una vicenda che riguarda la gestione della raccolta dei rifiuti nell'Ato 1 di Trapani, assegnata alla ditta Aimeri - aveva una prima volta negato l'utilizzo delle intercettazioni a carico dell'ex senatore, per poi concedere il via libera, ma limitatamente alle telefonate intercorse fino al 2010. 

Sulle amministrative del 2012 ad Alcamo è in corso anche un altro processo al tribunale di Trapani. «Dopo le elezioni abbiamo dato il la a un procedimento amministrativo - spiega Solina - presentando una serie di contributi per provare fenomeni di voto di scambio anche nella fase del ballottaggio, poi sono arrivate le intercettazioni che hanno supportato le nostre accuse e sono nati due procedimenti penali, uno concluso oggi, l'altro ancora in corso».

Intanto Alcamo si prepara a nuove elezioni il prossimo 5 giugno. Il sindaco Bonventre, sostenuto proprio da Papania, infatti, si è dimesso a causa di un'indagine che lo ha visto coinvolto con l'accusa di abuso d'ufficio per l'allontanamento di alcuni dipendenti comunali. Ma a pesare sulla scelta sarebbe stata anche la notizia, emersa proprio nell'ambito di una delle indagini partite dalle denuncia di Solina, dell'appartenenza di Bonventre alla loggia massonica Myrhiam 225, iscritta all'ordine della Gran Loggia Regolare d'Italia, e di cui l'ex sindaco sarebbe Gran maestro venerabile. 

«Io sono fiducioso - sottolinea Solina, che non partecipa a questa tornata elettorale - vedo più maturità tra i miei concittadini, c'è più libertà nell'esporsi, nell'esprimersi, e il fiorire di iniziative e proposte elettorali diverse è la dimostrazione che non c'è più un certo sistema che governa le scelte individuali».

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