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Sedicente attivista No Muos truffa i Marta sui Tubi
I comitati: «Chiediamo scusa, ma non siamo noi»

Un concerto a sostegno della causa contro le antenne militari statunitensi a Niscemi e il pagamento pattuito mai arrivato. A scoprire lo spiacevole incidente è proprio il comitato nisseno che, in risposta a un invito, si è visto gelare dalla legittima risposta arrabbiata del gruppo. «Noi però da quella serata non abbiamo ricevuto un solo euro», sottolineano 

Claudia Campese

Tanta amarezza. È quella provata dalla band Marta sui tubi, convinta da sedicenti attivisti No Muos a tenere un concerto a sostegno della causa e mai pagata. Ma è anche quella del coordinamento ufficiale siciliano che si batte contro le antenne militari statunitensi a Niscemi e che oggi, scoperto lo spiacevole incidente, ha preso le distanze. «Ci tocca scusarci. Ci tocca però chiarire e rettificare la nostra assoluta estraneità rispetto a una brutta storiaccia che ha visto protagonisti i Marta sui tubi e qualche attivista che si è spacciato per il rappresentante del movimento No Muos», scrivono dal coordinamento sulla propria bacheca Facebook.

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