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Cas, il buco nero delle concessioni nelle aree di servizio
Sullo sfondo un danno erariale di circa 100 milioni di euro

Nel 2009 l'allora presidente del Consorzio autostrade siciliane, Patrizia Valenti, scopriva un buco di 67 milioni di euro. Metteva tutto nero su bianco, avvertendo le autorità. Ma non succedeva nulla. A distanza di cinque anni non è cambiato niente. Un'incredibile storia di silenzi e di omissioni  

Giulio Ambrosetti

La scorsa settimana l'attenzione dei mezzi d'informazione si è concentrata sul Cas, sigla che sta per Consorzio autostrade siciliane, in seguito a un'inchiesta giudiziaria sulla gestione degli appalti, a quanto pare irregolari. Oggi vogliamo puntare l'attenzione sulle aree di servizio dislocate nelle autostrade gestite dal Cas che, lo ricordiamo, è un ente pubblico controllato per il 96 per cento dalla Regione siciliana. Le autostrade in questione sono: la Palermo-Messina, la Messina-Catania e la Siracusa-Gela (attualmente in fase di completamento e aperta al traffico solo in alcuni tratti). Ci occupiamo di tale argomento perché i contratti con i gestori di queste aree di servizio sono scaduti da tempo, con evidente danno erariale per lo stesso Cas. Proveremo, adesso, a entrare nel dettaglio. 

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