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Cateno De Luca sarà deputato nonostante l'arresto
Ufficio elettorale: «Non ci sono misure interdittive»

L'ufficio istituito nella Corte d'Appello di Palermo spiega che non esistono, al momento, le condizioni perché il politico messinese non venga proclamato parlamentare regionale. Il presidente della Regione Nello Musumeci: «I provvedimenti della magistratura si rispettano e non si commentano»

Cateno De Luca sarà proclamato deputato. Il suo arresto per evasione fiscale non influisce sull’elezione a parlamentare dell'Assemblea regionale siciliana. Lo si apprende dall’Ufficio elettorale della Corte d’Appello di Palermo, chiamata a decidere sulla proclamazione degli eletti alle Regionali di domenica scorsa.

De Luca diverrà dunque onorevole insieme agli altri 69 eletti, perché «non sussistono al momento provvedimenti interdittivi che impediscano la proclamazione». Diverso sarebbe stato se ci fosse stato a suo carico una condanna per uno dei reati previsti dalla legge Severino: la normativa prevede infatti la sospensione per un periodo di almeno 18 mesi dei condannati, anche solo in primo grado, per reati come corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato. A tal proposito va ricordato che De Luca - che alle regionali ha ottenuto oltre cinquemila voti - è imputato in un processo per abusi edilizi a Fiumedinisi, centro di cui è stato sindaco, con l'accusa che ha chiesto la condanna. In tal senso, la presenza dell'onorevole a sala d'Ercole potrebbe essere impedita soltanto durante il periodo in cui sarà in vigore la misura cautelare dei domiciliari, con il reintegro che interverrebbe alla revoca della stessa. Nel periodo di sospensione dalla carica il posto di De Luca verrebbe preso da un deputato supplente

Il politico messinese a giugno scorso era stato protagonista di un esperimento particolare alle amministrative di Santa Teresa di Riva, dove ha provato a diventare guida sia della maggioranza che dell'opposizione: De Luca, infatti, si presentò al voto con due liste. Una indicando se stesso come candidato sindaco, l'altra guidata da Danilo Lo Giudice, colui che avrebbe poi vinto la contesa, grazie allo stesso De Luca che agli elettori suggerì di votare come primo cittadino proprio Lo Giudice. Alla fine, però, la lista di De Luca arrivò terza, superata da quella di Antonio Scarcella.

De Luca, questa mattina, è tornato a fare riferimento a Lo Giudice ma per un'altra vicenda: nel post pubblicato su Facebook, poco dopo la notizia dell'arresto, il neo-deputato regionale ha detto di essere venuto a conoscenza dell'imminente misura cautelare da un non meglio noto «personaggio della politica siciliana», che avrebbe annunciato l'inutilità di un'eventuale elezione all'Ars poiché, a causa dell'arresto, a entrare a sala d'Ercole sarebbe stato proprio Lo Giudice. Quest'ultimo entrerebbe all'Ars come supplente durante la sospensione di De Luca.

Intanto a commentare la notizia del giorno è anche il presidente della Regione Nello Musumeci, che per settimane ha dovuto affrontare le accuse di avere accolto in coalizione i candidati impresentabili. «I provvedimenti della magistratura, alla quale rinnovo fiducia e apprezzamento, si rispettano e non si commentano - dichiara -. Se nella fase di composizione delle liste qualcuno non ha seguito i miei reiterati inviti alla prudenza, tutte le scelte che dipenderanno da me saranno improntate a questo criterio, nel rispetto delle mie convinzioni e in coerenza con la mia storia personale, a cominciare dalla formazione della giunta».

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