Walkforpeace, 1.300 km per Aldo Naro Il viaggiatore della pace fa tappa in città

Mille e trecento chilometri nel nome di Aldo Naro. Oltre un mese e mezzo di cammino per ricordare quel ragazzo, anche lui originario di San Cataldo, nel nisseno, «strappato alla vita da un folle gesto tanto inutile quanto crudele». Dal primo agosto scorso Marco Carletta, 32 anni, un diploma di geometra in tasca e dal 2007 operatore socio assistenziale nel centro di accoglienza per i migranti di Pian del Lago, è in viaggio. Un percorso da un capo all’altro dell’isola per portare un messaggio di fratellanza e di pace. E per ricordare il giovane medico di 25 anni, ammazzato con un calcio al culmine di una rissa scoppiata all’interno di una discoteca allo Zen nella notte del 14 febbraio scorso. «Quello di Aldo – dice – è stato un omicidio compiuto da una società ormai malata, caratterizzata dalla guerra e dalla violenza e alla quale abbiamo il dovere di non assuefarci, ma che anzi dobbiamo combattere per non esserne complici».

La svolta nella vita di Marco è arrivata nel 2013. «Decisi di intraprendere il Cammino di Santiago – racconta – e incontrai Cristian Bruscagin». Tra i due nacque una bella amicizia e una promessa: compiere insieme un giro della Sicilia a piedi. «Purtroppo Cristian, per cause naturali, venne a mancare nel giro di pochi mesi, fatto che cementò ancor di più la volontà di intraprendere il cammino anche in suo onore». E così lo scorso 1 agosto Marco ha iniziato il suo viaggio, partendo proprio dalla sua città natale: San Cataldo. Come compagni di viaggio un cellulare, una GoPro, un caricabatteria, un pannellino fotovoltaico e una chiavetta per il collegamento web. Perché del suo suo cammino tiene un “diario di bordo” online all’indirizzo www.walkforpeace.it.

In giro per le città della Sicilia porta il suo messaggio. «Nella velocità degli eventi non scorgiamo più la parte più intima della nostra anima né quella delle persone che ci circondano». Ad infondere in lui «l’ultima e determinante spinta motivazionale a perseguire le mie idee e i miei obiettivi, incurante di chi vedrà nel mio gesto un atto banale e fine a se stesso» è stato Biagio Conte, il missionario laico fondatore della “Missione Speranza e Carità“, che da anni a Palermo si prende cura degli ultimi. «È da questo tipo di persone che traggo ispirazione e forza nell’affrontare questo cammino, con la convinta speranza di portare a tutti coloro che avrò la fortuna di incontrare un messaggio di pace e fratellanza tra i popoli e contro ogni forma di violenza, nel ricordo di Aldo Naro strappato alla sua vita da un folle gesto tanto inutile quanto crudele».

A Palermo il giovane Marco ha incontrato a Villa Niscemi il sindaco Leoluca Orlando. «Un’iniziativa lodevole – ha detto il primo cittadino – che, se da un lato celebra la memoria di un giovane brillante come Aldo Naro, dall’altro esprime la ferma condanna di ogni forma di violenza rivolta contro gli esseri umani e contro la natura».

«Probabilmente non risolverò le guerre in atto nel mondo né potrò azzerare quell’odio razziale che pervade il cuore di molte persone – ammette il viaggiatore della pace -, ma nel mio piccolo sarò felice di spendere il mio tempo per una giusta causa e, anche se dovessi conquistare un solo cuore, sarà comunque un immenso successo». Alla fine del viaggio c’è già un altro progetto in cantiere. Anzi tre: un libro, un video e una mostra per raccontare il cammino. «Raccoglierò tutto quanto vissuto, le immagini, le persone che avrò conosciuto, i luoghi, le piccole e grandi esperienze che vivrò e tutti quegli aneddoti che di volta in volta arricchiranno le mie giornate e ne farò un libro. Verrà realizzato un video con tutto quello che la mia GoPro riuscirà a vedere. A contorno, v’è anche il concreto obiettivo di realizzare una mostra con tutto quanto avrà fatto parte del progetto come foto, cimeli raccolti durante il cammino, l’attrezzatura che mi sosterrà e persino gli abiti consunti così come li toglierò, per testimoniare, con ogni singolo oggetto, che tutto può essere fatto dinanzi alla volontà di voler amare il prossimo».


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