Sopravvivenza in miglioramento a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni. Quindi meno incidenza e mortalità sia per gli uomini che per le donne. A dare la buona notizia è l’Associazione italiana dei registri tumori (AIRTUM), che ha elaborato i dati contenuti in 34 registri tumori di popolazione accreditati, su oltre 3 milioni […]
Tumori in Sicilia: meno diagnosi e morti, ma resta il divario con il Nord
Sopravvivenza in miglioramento a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni. Quindi meno incidenza e mortalità sia per gli uomini che per le donne. A dare la buona notizia è l’Associazione italiana dei registri tumori (AIRTUM), che ha elaborato i dati contenuti in 34 registri tumori di popolazione accreditati, su oltre 3 milioni di casi incidenti di tumore maligno in Italia.
Il lavoro è stato coordinato da Walter Mazzucco, professore di Igiene e Medicina Preventiva di UniPa e responsabile del programma infradipartimentale Interoperabilità tra il Registro Tumori di Palermo e Provincia e le Reti Oncologiche Regionali del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. «I dati raccolti ed elaborati hanno consentito di documentare il quadro epidemiologico nel periodo pre-pandemico, nonché di ottenere una proiezione del dato al 2025, non distorta dall’impatto della pandemia – spiega Mazzucco -. Sono 362.100 i nuovi casi di tumore maligno stimati in Italia nel 2025, 182.300 negli uomini e 179.800 nelle donne».
La situazione oncologica in Sicilia
In Sicilia, nel periodo di osservazione pre-pandemico, si è registrata una riduzione sia dell’incidenza (-1,4% per anno negli uomini e -0.9% nelle donne ) che della mortalità (-1,5% al maschile e -0.9% al femminile) per tutti i tumori. L’incidenza si è ridotta in entrambi i sessi per le seguenti sedi: fegato (F -3,2% per anno, M -5,9), colon-retto (F -1,4, M -1,9) e stomaco (F -5,1, M -5,0). L’incidenza del melanoma cutaneo, invece, è aumentata nelle donne (+2,2), ma diminuita negli uomini (-1,6). Così come il cancro al polmone (F +2,4, M -2,0). In generale, i tumori maligni fumo-correlati presentano un andamento in miglioramento nel sesso maschile e in peggioramento nel sesso femminile.
Anche in Sicilia, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni risulta in miglioramento (+1,78% per anno nei maschi e +0,57% nel sesso femminile) nel periodo di osservazione rispetto al precedente confronto disponibile. Si conferma, tuttavia, sia il divario di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi nei due sessi (63.4% nelle donne rispetto al 57.7% negli uomini) che il divario geografico col Centro-nord (circa -5% al Sud).
L’elaborazione dei dati in Italia
La mammella si conferma la sede più frequente di tumore maligno (55.900 casi), seguita da polmone (43.500 casi, 16.440 dei quali nel sesso femminile), colon-retto (41.700 casi, 18.900 dei quali nel sesso femminile), e prostata (31.200 casi), che rappresenta la sede più frequente nel sesso maschile. Nel periodo pre-pandemico, si è registrata una riduzione sia dell’incidenza (-1,9% per anno) che della mortalità (-1,8) per tutti i tumori negli uomini. Nelle donne si è registrata una riduzione della mortalità (-0,6), mentre l’incidenza dei tumori è rimasta pressoché stabile (-0.1).
Sulla stessa scia della Sicilia, anche a livello nazionale l’incidenza dei tumori maligni si è ridotta in entrambi i sessi per le seguenti sedi: fegato (F -4,0% per anno, M -3,9), colon-retto (F -1,9, M -2,2) e stomaco (F -3,5, M-2,8). Sempre in Italia, l’incidenza del melanoma cutaneo è aumentata in entrambi i sessi (F+6,4, M+5,2), mentre l’incidenza del cancro al polmone è risultata in aumento nelle donne (+2,3) e in diminuzione negli uomini (-2,5). In generale, anche a livello nazionale, i tumori maligni fumo-correlati presentano andamento in miglioramento nel sesso maschile e in peggioramento nel sesso femminile.
La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni risulta in miglioramento (+0,54% per anno nei maschi e +0,39 nel sesso femminile) nel periodo di osservazione. Più in dettaglio, si è registrato un miglioramento della sopravvivenza del cancro del polmone sia nei maschi (dal 15% per i pazienti diagnosticati nel periodo 2008-2009 a 18,1% nel periodo 2016-2017), che nelle femmine (da 20,6 a 24,8% per gli stessi periodi di diagnosi).
Divario tra sessi e tra aree geografiche
Sebbene la sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori sia migliorata in tutto il Paese, permane una differenza a discapito della macro-area sud ed isole rispetto al centro-nord (pari al 5% per i casi diagnosticati nel periodo più recente disponibile). Si conferma anche il divario di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi nei due sessi, che è risultata pari al 67% nelle donne rispetto al 62% negli uomini. Il quadro epidemiologico descritto da Airtum suggerisce, dunque, come la diffusione del tabagismo possa essere alla base dell’aumento della frequenza del cancro del polmone osservato nelle donne e di altri tumori fumo correlati.
La perdita dello storico vantaggio di salute (con minore frequenza dei tumori maligni) che ha caratterizzato le aree meridionali rispetto al centro nord può essere spiegata dal progressivo venir meno dell’adozione di stili di vita sani e, in particolar modo, della dieta mediterranea. Oltre che da una maggiore sedentarietà e diffusione di sovrappeso e obesità nelle regioni del Sud e nelle Isole. Progressi importanti si osservano nell’epidemiologia dei tumori maligni del fegato e del colon-retto, che verosimilmente riflettono l’efficacia delle attività di prevenzione. Finalizzate a ridurre l’esposizione ad agenti infettivi e il consumo di alcool, nonché della diffusione dei programmi di screening.
Focus su bambini e adolescenti
Un approfondimento, inoltre, è stato dedicato ai tumori diagnosticati in bambini e adolescenti, nel decennio 2008-2017 (17.322 casi). Nella fascia 0-14 anni, l’incidenza dei tumori maligni è risultata pari a 166.8 nuovi casi per milione di abitanti all’anno, con tassi di incidenza stabili nel periodo di osservazione. Nella stessa fascia di età, la sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi di tumore maligno, nel periodo di osservazione, è risultata pari all’85%, con un miglioramento del 2% rispetto all’ultima rilevazione disponibile.
Negli adolescenti (15-19 anni) l’incidenza dei tumori maligni osservata è stata pari a 294.3 nuovi casi per milione di abitanti all’anno, con un aumento dell’incidenza dei carcinomi della tiroide e dei melanomi. Un dato coerente con quello rilevato in altri Paesi ad alto reddito. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore maligno negli adolescenti, nel periodo di osservazione, ha fatto registrare un miglioramento del 2% rispetto al quinquennio precedente, passando dall’87% all’89%. In sintesi, il trend di incidenza dei tumori pediatrici è risultato stabile e la sopravvivenza in miglioramento, senza differenze tra aree geografiche.