È stato revocato il finanziamento da oltre 8,2 milioni di euro destinato alla realizzazione dell’impianto di trattamento e recupero dei rifiuti ingombranti a Bellolampo, a Palermo. Lo afferma Antonino Randazzo, consigliere comunale del Movimento 5 stelle. Il «fallimento gestionale e politico» Si tratta, aggiunge, di «un fallimento gestionale e politico imperdonabile che certifica la paralisi amministrativa […]
Foto di Comune di Palermo
Palermo, revocato finanziamento da 8 milioni per un impianto di rifiuti a Bellolampo
È stato revocato il finanziamento da oltre 8,2 milioni di euro destinato alla realizzazione dell’impianto di trattamento e recupero dei rifiuti ingombranti a Bellolampo, a Palermo. Lo afferma Antonino Randazzo, consigliere comunale del Movimento 5 stelle.
Il «fallimento gestionale e politico»
Si tratta, aggiunge, di «un fallimento gestionale e politico imperdonabile che certifica la paralisi amministrativa del Comune». Con queste parole il consigliere grillino ha bollato la revoca del finanziamento per l’impianto di Bellolampo a Palermo. «Secondo quanto riportato nella determinazione dirigenziale numero 8641 del 12 giugno 2026, la revoca riguarda l’intervento POC_PA_1.2.1.e. Finanziato per un importo complessivo di 8.216.500 euro e ammesso a finanziamento nel marzo 2021. La ricognizione effettuata dagli uffici – denuncia il consigliere del M5s – avrebbe accertato l’impossibilità di completare l’opera entro i termini previsti, fissati al 31 dicembre 2026 per l’ammissibilità della spesa e la chiusura delle attività».
La richiesta di spiegazioni sulla revoca del finanziamento per Bellolampo a Palermo
«Palermo continua a vivere una situazione di emergenza nella gestione dei rifiuti. I cittadini – denuncia Randazzo – subiscono quotidianamente disservizi; l’amministrazione perde risorse fondamentali per la transizione ecologica, l’economia circolare e la gestione dei rifiuti ingombranti che ogni anno costano parecchi milioni di euro. Chiedo – aggiunge il consigliere comunale che l’assessore all’Ambiente Pietro Alongi riferisca con urgenza in Consiglio comunale. Per spiegare alla città le ragioni che hanno portato al blocco dell’iter, chiarire eventuali responsabilità e illustrare – conclude – quali iniziative intendono adottare per realizzare un’opera strategica per la città».