Traffico, Mon Amour! (I parte)

Il traffico… Il traffico non è poi così male. Pensateci bene: ha molte qualità nascoste. Per esempio vi fa scoprire, senza dover pagare una visita medica costosa, se siete cardiopatici o meno.

Osservare e soprattutto guidare nel traffico catanese è meglio di qualsiasi sport. Testa i vostri riflessi (quando un pedone vi si butta davanti alla macchina perché deve attraversare, a tutti i costi, la strada) e il vostro autocontrollo (vi trovate in una strada a senso unico dietro ad un Ape che non va oltre i 20 km/h). Se andate in palestra, non è più necessario fare riscaldamento: la sequenza frizione – acceleratore – freno – frizione vi riscalderà a sufficienza i muscoli. Se ad un certo punto proverete un dolore lancinante alla caviglia sinistra, non vi dovete preoccupare: avete eseguito correttamente l’esercizio.

La guida è anche comunicativa. Sì, lo è. Quando si è al volante, si avverte un impulso irrefrenabile di comunicare, di esprimere le proprie emozioni. Poi, cos’è questa storia dell’inquinamento (anche acustico) causato dalle automobili? È soave e quasi celestiale il suono prodotto dai clacson, quando, fermi al semaforo, scatta il verde.
Lo smog – che brutta parola – inalato quotidianamente porta in uno stato di oblio e ancor più apprezzabile è il suo essere gratuito. Lo smog è gratis e ce n’è per tutti! Basta spendere 4 euro circa per un pacco di sigarette: la nicotina è demodè. Lo smog vi darà tutto ciò che un pacco di sigarette non ha potuto darvi e vi farà per giunta risparmiare.

Se siete appassionati di sport, in particolare dello sci, il traffico catanese vi da l’opportunità di essere protagonisti di uno sport emozionante: lo slalom motociclistico. Lo slalom attuato dai motociclisti è degno di un Alberto Tomba. Quando vi sfrecciano accanto a destra e vi tagliano la strada per svoltare improvvisamente a sinistra, non dovete arrabbiarvi! Avete assistito in prima fila ad una gara di questa disciplina. Esiste anche lo slalom estremo: in tre su un motociclo senza casco.

Infine, le mamme. Non è vero che le mamme (e più in generale, i genitori) non si occupano più dei loro figli. Niente di più sbagliato. Passate di fronte ad una scuola la mattina. Noterete che le mamme sono disposte a parcheggiare in tripla fila, pur di non far affaticare troppo il proprio pargolo. Lo accompagnano fin dentro il cortile, dove si preoccupano di tenere buoni rapporti con le altre mamme per il bene del figlio. Se vi capita di transitare presso una scuola e ad un tratto, dietro una curva, vi ritrovate una mamma con il proprio piccolo in mezzo alla strada, rimanete calmi: è un momento molto educativo. Difatti, far camminare il proprio bimbo in mezzo alla strada non è piacevole neanche per loro, ma questa pratica serve a temprare il carattere del giovane. In più, rendono un servizio anche a voi: vi faranno scoprire se siete cardiopatici, metteranno a dura prova il vostro autocontrollo e testeranno i vostri riflessi.


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