Tecnis, siglato accordo per anticipo mensilità «Boccata d’ossigeno, ma urge commissario»

Un acconto di mille euro per il mese di aprile. Una «boccata d’ossigeno» per i dipendenti della Tecnis, che da mesi non percepiscono lo stipendio nonostante l’azienda avanzi crediti da esigere dalla pubblica amministrazione, che ammontano a circa 40 milioni di euro. L’accordo, siglato stamane tra l’amministratore unico Luca Egidi e le organizzazioni sindacali – Filca Cisl, Fillea Cgil, e Feneal Uil – rappresenta un segnale positivo e servirà a calmare una situazione «diventata insostenibile» e, per certi versi, paradossale. Il colosso siciliano, infatti, tra le più importanti realtà del Mezzogiorno, con circa 500 lavoratori impiegati su tutto il territorio nazionale – solo 300 nell’Isola – e un giro d’affari per circa 700 milioni di euro, fatica ancora a riprendersi dal ciclone giudiziario che l’ha travolto lo scorso anno. 

«La notizia è di un’ora fa e riguarda un accordo sindacale siglato dalle segreterie nazionali con l’amministratore unico di Tecnis – spiega Barbara Cerrutti componente della segreteria nazionale Filca Cisl – che verserà un acconto sulla mensilità di aprile, un’esigenza diventata ormai assolutamente indispensabile preso atto delle numerose retribuzioni arretrate. Servirà a garantire una boccata di ossigeno, anche se non risolve il problema. Il fatto che il Mise non abbia ancora nominato il commissario ha reso il clima incandescente: ieri si erano registrate criticità nel cantiere di Tiburtina, ma in generale la situazione era diventata insostenibile in tutta Italia». L’acconto sarà uguale per tutti gli operai impiegati nei cantieri Tecnis – in attesa ancora delle mensilità di gennaio e febbraio 2016 e di aprile e maggio di quest’anno – una scelta ispirata a criteri di equità.

Cauto, tuttavia, l’ottimismo dei sindacati che pur apprezzando la scelta «molto responsabile che si è assunto l’amministratore utile per ridurre le tensioni», ribadiscono la necessità, da parte del ministero, dell’individuazione del nuovo commissario straordinario, ormai non più rinviabile. «Attendiamo la nomina con una certa urgenza – sottolinea più volte Cerrutti – I ritardi creano un problema rispetto ai costi aziendali e ogni giorno si registrano perdite economiche ingenti. È un passaggio molto atteso, fondamentale per sbloccare la situazione e far ripartire i cantieri e ci auguriamo di essere convocati al più presto». Al momento, è rimasto ancora ‘pendente’ un tavolo concordato nel precedente incontro tra le organizzazioni dei lavoratori, il Mise e il ministero delle Infrastrutture. 

«Questo tavolo potrà essere utile per ragionare sul recupero dei crediti da parte delle pubbliche amministrazioni committenti. Tra queste ci sono Anas, Rfi e Comune di Palermo, Autorità portuale di Genova, e il Comune di Roma, il più rilevante». Dei 40 milioni di euro di risorse che si attendono, ben 21 riguardano solo la Capitale e «lì siamo al limite. La speranza – aggiunge – è che la nomina del commissario avvenga in tempi rapidissimi». A farle eco, Paolo D’Anca, della Filca Cisl Palermo-Trapani che segue da vicino il cantiere dell’anello ferroviario del capoluogo siciliano, contraddistinti da forti ritardi: «Samo contenti per questo risultato e ci auguriamo che si riparta al più presto con il nuovo commissario perché l’azienda e gli operai, che hanno sempre dimostrato grande responsabilità, non possono vivere solo di boccate d’ossigeno, ma hanno bisogno di risposte concrete». 


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