Lo scontro tra il Comune di Taormina e la discoteca Ipanema raggiunge un nuovo livello con l’ordinanza di demolizione di numerose strutture dell’attività. I rapporti erano diventati tesi dopo il caso di malamovida di inizio giugno, con una rissa fuori la discoteca e un’auto lanciata a velocità sui giovani. Il sindaco Cateno De Luca aveva […]
Foto di Ipanema Beach Club
Taormina, ordine di demolizione per la discoteca Ipanema
Lo scontro tra il Comune di Taormina e la discoteca Ipanema raggiunge un nuovo livello con l’ordinanza di demolizione di numerose strutture dell’attività. I rapporti erano diventati tesi dopo il caso di malamovida di inizio giugno, con una rissa fuori la discoteca e un’auto lanciata a velocità sui giovani. Il sindaco Cateno De Luca aveva promesso di voler conoscere ogni responsabilità, compresa capienza e sicurezza dell’attività notturna. Sul caso è stata aperta un‘indagine della procura di Messina, che ha delegato alcuni accertamenti agli uffici tecnici comunali.
Ristorante, pista e bar da demolire
Da lì nasce l’ordinanza, che impone ai titolari di ripristinare i luoghi del lido e della discoteca entro 90 giorni. Tra le contestazioni figurano la mancata rimozione delle strutture stagionali, la trasformazione di una parte in discoteca autonoma e titoli edilizi non completi, secondo il Comune, per alcuni interventi realizzati. A dover sparire, da parte del lido, saranno strutture in legno, il ristorante e alcune opere accessorie. Mentre per la discoteca Ipanema la demolizione prevede un palco di circa 100 metri quadrati, un soppalco di circa 140 metri quadrati, il bar centrale, i bagni e altre strutture.
L’inizio dello scontro col Comune
In principio, dopo i fatti di inizio giugno, i dissapori tra società e Comune si erano concentrati sull’attività della discoteca. Con un provvedimento di chiusura da parte del Comune e un ricorso presentato dai gestori. L’udienza è fissata il 17 dicembre al Tar di Catania ma, intanto, andrà affrontata anche questa nuova ordinanza. Che, probabilmente, vedrà un nuovo ricorso: sempre al tribunale amministrativo regionale, entro 60 giorni, o al presidente della Regione Siciliana entro il doppio del tempo.