“Sulle penali Crocetta afferma il falso”

Fremono le attività intorno e contro il sistema Muos di Niscemi. Dopo l’ultima aula consiliare “caduta” in mano agli attivisti No Muos, quella del Comune di Piazza Armerina, il cui Sindaco ha accolto gli attivisti ed ha dichiarato il presidio No Muos, “gradito ospite”. 

Mentre, dunque, i comitati cittadini “occupano” le aule consiliari dei propri Municipi, il Coordinamento regionale dei Comitati No Muos, prepara una serie di appuntamenti che culmineranno con la manifestazione nazionale del 9 agosto, a cui aderiranno tutti gli attivisti appartenenti ai vari comitati cittadini.

Il Comitato delle Mamme No Muos insieme con il Movimento No Muos Sicilia e l’attivista Giuseppe Maida si sono rivolti alle Procure di Palermo e Caltagirone e hanno presentato una denuncia-querela, contro una revoca che va ad attaccare un’altra revoca annullandola e facendo venir meno la materia del contendere e tutto questo (così come ha detto lo stesso presidente Crocetta) per far risparmiare alle tasche della Sicilia un grosso numero di milioni di dollari.

Ma erano dovuti quei 18 milioni di dollari? “Crocetta si è spinto oltre – affermano gli attivisti del Coordinamento regionale – dichiarando il falso a proposito delle presunte penali da milioni di dollari che la Regione avrebbe dovuto pagare alla Marina militare USA per il blocco dei lavori del Muos. Non esiste alcuna penale; c’è stata solo una richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero della Difesa, che il Tar di Palermo ha rigettato in quanto il Ministero non aveva alcun titolo

Rosario Crocetta. Foto di Gabriele Bonafede

 

Rosario Crocetta. Foto di Gabriele Bonafede

per avanzare tale pretesa. Rimangono agli atti le note critiche dei tecnici della Regione e la verificazione del prof. D’Amore, che svelano il gioco che si sta svolgendo alle spalle di tutti noi, e rimane inoltre pendente al Tar Sicilia, sesione Palermo, il procedimento instaurato dal Comune di Niscemi nel 2011 contro le autorizzazioni”.

In tutto questo bailamme di denunce e dichiarazioni contrastanti, una nota del Ministero della Difesa che, a nostro avviso, merita soltanto un sorriso. “In data 30 luglio si è svolta al Ministero della Difesa una riunione con rappresentanti dei Ministeri della Difesa, degli Affari Esteri e degli Interni, alla quale ha preso parte una delegazione dell’Ambasciata degli Stati Uniti, per esaminare gli sviluppi recenti legati alla costruzione del sistema terrestre Muos di Niscemi e per discutere dei futuri lavori di predisposizione della struttura.

Tutti i partecipanti hanno accolto con favore la decisione della Regione Sicilia di far decadere le revoche dell’autorizzazione ai lavori di costruzione del Muos a seguito delle conclusioni dello studio effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità, che esclude rischi legati ai campi elettromagnetici prodotti. Nel corso della riunione è stato ribadito l’impegno di tutti – prosegue la nota del Ministero – a garantire che il sistema non crei alcun rischio ambientale, così come è stato riaffermato che esso non sarà attivato fino all’avvenuta esecuzione di un TEST FINALE che certifichi il rispetto dei limiti previsti dagli standard di sicurezza Italiani in materia di emissioni elettromagnetiche”. E per concludere il Ministero della difesa tiene a sottolineare che…

“I partecipanti hanno confermato che la tutela della salute dei cittadini della zona di Niscemi è sempre stata e sarà prioritaria e condizione indispensabile per la realizzazione del sistema Muos”. (a sinistra, il Consiglio comunale di Piazza Armerina occupato)

Qui il Ministero prende un abbaglio: il Muos, infatti, non interessa solo i cittadini di Niscemi, ma quelli di quasi tutta la Sicilia. E’ noto che i danni provocati dalle onde elettromagnetiche riguardano tanti Comuni Comuni dell’Isola e che i più a rischio sono quelli che si trovano a circa 50 chilometri di stanza dal punto di emissione delle onde elettromagnetiche. Ecco perché alla manifestazione del prossimo 9 agosto dovranno essere i rappresentanti di tutti i Comuni della Sicilia.

 


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