Strage di Lampedusa, in scena la pupiata dei politici. Luci spente sui veri eroi

Ci sono 111 cadaveri, circa 200 dispersi e 155 superstiti. Questi ultimi però sembrano interessare poco. Sono soltanto una medaglia da appuntare sul petto. Un ridicolo “però”: però ne abbiamo salvati 155. Poi c’é una immagine, quella di una ragazza con la giacca rossa che non riusciva a smettere di piangere durante i soccorsi. Grazia Migliosini, la ragazza in questione, era sulla barca di Vito con altri sei amici. Hanno salvato 47 persone mentre il peschereccio lampedusano della famiglia Colapinto ne soccorreva altri 18. Ben 65 naufraghi strappati alla morte eppure Grazia non riesce a fermare le lacrime. Ne hanno salvati tanti, ma ne hanno visti morire troppi.

A questi improvvisati eroi é stato negato di incontrare le persone a cui avevano salvato la vita. Non sono stati presi in gran considerazione. Grande risalto invece hanno avuto gli autorevoli esponenti del disastrato Governo immediatamente giunti sull’isola. Il Ministro dell’Interno,  arrivato sull’isola il giorno stesso della tragedia, in piena scissione del proprio partito, ha trovato un valido e alternativo tema su cui dover rilasciare interviste. Poco importa se, a differenza della precedente visita istituzionale, l’agrigentino Angelino Alfano non era persona gradita sull’isola. Lo testimoniavano gli svariati striscioni con cui la popolazione invitava i politici a restare a casa. Striscioni che pochi (o nessuno?) tra i mass media hanno mostrato. Alfano ha diviso la scena con il presidente della regione Rosario Crocetta. L’ex “angelo dei rifugiati” invece ha preferito raggiungere il teatro della tragedia con la dovuta calma. Oggi. Cosi il presidente della Camera dei Deputati, l’ex portavoce dell’Unhcr Laura Boldrini, ottiene una conferenza stampa in solitaria.

A fare da sfondo alle polemiche politiche c’é la Bossi-Fini. I migranti morti e quelli dispersi sono stati lo spunto del dibattito ma contano giá poco. Cosi come poco conta il lutto spontaneo e la fiaccolata di Lampedusa. Ancora meno conta l’incontro, umano, tra chi ha rischiato di morire e chi ha rischiato la propria vita per soccorrere. Fuori dall’attenzione generale anche un piccolo dato, quasi del tutto coperto dalla presunta omissione di soccorso di alcuni pescherecci. Il barcone con circa 500 migranti a bordo – un formicaio galleggiante – aveva eluso ogni linea di controllo. Non era stato visto dalle navi della Marina Militare classe “Lavinia” che pattugliano le acque internazionali a tutela della marineria nazionale. Non se ne erano accorte le navi e i pattugliatori impegnate sotto il coordinamento della agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, che dispone di mezzi aerei e navali di ogni nazione. Non era stato segnalato da alcun radar.

Il barcone dell’orrore era giunto fino a 800 metri da Lampedusa prima della tragedia, navigando per ben 11,5 miglia nautiche in acque territoriali italiane. I porti di partenza sono sempre gli stessi. Le nazionalitá di provenienza sono sempre le stesse. Anche i trafficanti sono sempre gli stessi come sempre le stesse sono le ragioni per cui sono obligati a tentare di arrivare da noi clandestinamente morendo in molti casi nel più assoluto silenzio. Però ne abbiamo salvati 155 e quindi dobbiamo essere una Nazione fiera. Non dobbiamo neanche per un momento pensare a quanti ne abbiamo uccisi?


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Ci sono 111 cadaveri, circa 200 dispersi e 155 superstiti. Questi ultimi però sembrano interessare poco. Sono soltanto una medaglia da appuntare sul petto. Un ridicolo "però": però ne abbiamo salvati 155. Poi c'é una immagine, quella di una ragazza con la giacca rossa che non riusciva a smettere di piangere durante i soccorsi. Grazia migliosini, la ragazza in questione, era sulla barca di vito con altri sei amici. Hanno salvato 47 persone mentre il peschereccio lampedusano della famiglia colapinto ne soccorreva altri 18. Ben 65 naufraghi strappati alla morte eppure grazia non riesce a fermare le lacrime. Ne hanno salvati tanti, ma ne hanno visti morire troppi.

Ci sono 111 cadaveri, circa 200 dispersi e 155 superstiti. Questi ultimi però sembrano interessare poco. Sono soltanto una medaglia da appuntare sul petto. Un ridicolo "però": però ne abbiamo salvati 155. Poi c'é una immagine, quella di una ragazza con la giacca rossa che non riusciva a smettere di piangere durante i soccorsi. Grazia migliosini, la ragazza in questione, era sulla barca di vito con altri sei amici. Hanno salvato 47 persone mentre il peschereccio lampedusano della famiglia colapinto ne soccorreva altri 18. Ben 65 naufraghi strappati alla morte eppure grazia non riesce a fermare le lacrime. Ne hanno salvati tanti, ma ne hanno visti morire troppi.

Ci sono 111 cadaveri, circa 200 dispersi e 155 superstiti. Questi ultimi però sembrano interessare poco. Sono soltanto una medaglia da appuntare sul petto. Un ridicolo "però": però ne abbiamo salvati 155. Poi c'é una immagine, quella di una ragazza con la giacca rossa che non riusciva a smettere di piangere durante i soccorsi. Grazia migliosini, la ragazza in questione, era sulla barca di vito con altri sei amici. Hanno salvato 47 persone mentre il peschereccio lampedusano della famiglia colapinto ne soccorreva altri 18. Ben 65 naufraghi strappati alla morte eppure grazia non riesce a fermare le lacrime. Ne hanno salvati tanti, ma ne hanno visti morire troppi.

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