«Basta puzza». Due semplici parole, per annunciare la richiesta di fermare gli impianti petrolchimici di Priolo, nel Siracusano, avanzata dal sindaco Pippo Gianni. Da settimane i cittadini segnalano miasmi considerati eccessivi. «Non si può uscire, fuori non si può respirare», solo l’ultimo messaggio di un residente. Da qui l’idea del primo cittadino di chiedere alla […]
Foto Lukoil Priolo
Priolo, aria irrespirabile da settimane: sindaco Gianni chiede di fermare gli impianti
«Basta puzza». Due semplici parole, per annunciare la richiesta di fermare gli impianti petrolchimici di Priolo, nel Siracusano, avanzata dal sindaco Pippo Gianni. Da settimane i cittadini segnalano miasmi considerati eccessivi. «Non si può uscire, fuori non si può respirare», solo l’ultimo messaggio di un residente. Da qui l’idea del primo cittadino di chiedere alla prefettura di Siracusa, alla procura, al ministero e all’assessorato regionale all’Ambiente di «fermare gli impianti della zona industriale, fino a quando non sarà fatta piena chiarezza sulla provenienza dei miasmi che, da tempo, vengono avvertiti e continuano a destare forte preoccupazione tra i cittadini».
Una situazione, spiega il sindaco, «che non può più essere considerata episodica né tollerabile». Considerate le segnalazioni che continuano ad arrivare da metà maggio circa. Gianni ha già incontrato martedì scorso i direttori degli impianti del polo industriale – che comprende anche i Comuni di Augusta e Melilli – chiedendo «relazioni tecniche dei processi produttivi attivi, incluse eventuali variazioni operative, avviamenti, fermate o anomalie nei periodi concomitanti agli eventi». Ma non intende fermarsi qui.
Annunciando un altro incontro, con i sindaci dei Comuni delle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca), Arpa Sicilia, Confindustria Siracusa e i gestori degli stabilimenti industriali. Sempre alla ricerca della causa e delle sue soluzioni stabili. Arpa Sicilia aveva già effettuato dei rilevamenti dieci giorni fa. E una richiesta di approfondimenti tecnici era stata inviata anche dal presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giuseppe Carta, nella doppia veste di deputato regionale e sindaco di Melilli. Da parte delle aziende la risposta è stata che «gli impianti risultavano in esercizio e che non si erano verificati eventi anomali». Eppure le segnalazioni dei cittadini continuano.