Siracusa, uova contro l’auto del presidente di Arcigay: «Non mi faccio intimidire»

«Spero si sia trattato di una ragazzata ma, dopo qualche momento di titubanza, ho deciso comunque di denunciare». Il presidente di Arcigay Siracusa Armando Caravini ha trovato la sua auto imbrattata dalle uova. Con almeno tre chiazze di tuorlo e albume sulla carrozzeria ha trovato, domenica mattina, la macchina di colore nero che venerdì sera aveva parcheggiato sotto casa, nel quartiere Grottasanta di Siracusa. «Non so dire – spiega a MeridioNews il presidente di Arcigay Siracusa – se si sia trattato di un’azione diretta e mirata nei miei confronti, però, a essere onesti, il dubbio mi è venuto e mi resta. Vista anche la strana coincidenza di tempistiche». Il riferimento di Caravini è al fatto che proprio quando ha posteggiato la vettura sotto casa era di rientro dal primo evento culturale di preparazione al Pride di Siracusa 2025 che si terrà sabato 19 luglio e che avrà come ospite d’onore la cantautrice BigMama.

«Non ho mai subito prima, in tantissimi anni di lotte per la comunità Lgbt, nessun atto del genere e non riesco a collegarlo a nulla che sia accaduto nell’ultimo periodo», precisa Caravini al nostro giornale. «Se fosse una intimidazione nei confronti della mia persona per il mio orientamento sessuale o per il mio impegno, vorrei dire a chi l’ha compiuta che non mi ha turbato e non mi ha intimidito». Qualche informazione in più su quanto accaduto tra venerdì e sabato notte potrebbe arrivare dalle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza di una chiesa nei dintorni.

Intanto, Caravini ha già ricevuto messaggi di solidarietà, vicinanza e stima da cittadini, associazioni e anche da diverse parti delle istituzioni politiche locali. «Questo mi rincuora – sottolinea il presidente di Arcigay Siracusa – e mi fa credere che il senso di ostilità nei confronti della comunità Lgbt non è così diffuso come spesso siamo portati a temere dopo le aggressioni». Diverse sono state, di recente, quelle avvenute anche in Sicilia: l’anno scorso un’aggressione a sfondo omofobo a Palermo dove un gruppo di sei persone è stato accerchiato e picchiato da una dozzina di persone; qualche mese fa a Catania tre ragazzi queer sono stati presi di mira e aggrediti in piazza Stesicoro, in pieno centro, dopo che la saracinesca di Arcigay era stata imbrattata con una scritta inneggiante al fascismo. «L’unica cosa che voglio ribadire – conclude Caravini a MeridioNews – è che gesti come questi non ci fermano. Io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, a rispettare i miei valori e a portare avanti le battaglie per la comunità Lgbt».


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