Richiamare l’attenzione sulle politiche abitative cittadine che incidono direttamente sugli occupanti abusivi di immobili, pur essendo soggetti in emergenza sociosanitaria. Con questo obiettivo è stato organizzato da A.Si.D.A. 12 Luglio un sit-in davanti palazzo Palagonia, sede dell’attuale amministrazione comunale, da cui questi cittadini fragili si sentono abbandonati. «Alcune famiglie sono state escluse dalla graduatoria d’emergenza […]
A Palermo sgomberi senza alternativa: la denuncia delle 80 famiglie in emergenza abitativa
Richiamare l’attenzione sulle politiche abitative cittadine che incidono direttamente sugli occupanti abusivi di immobili, pur essendo soggetti in emergenza sociosanitaria. Con questo obiettivo è stato organizzato da A.Si.D.A. 12 Luglio un sit-in davanti palazzo Palagonia, sede dell’attuale amministrazione comunale, da cui questi cittadini fragili si sentono abbandonati. «Alcune famiglie sono state escluse dalla graduatoria d’emergenza abitativa. Nonostante si tratti di persone che, per estrema necessità, occupano immobili comunali o confiscati alla mafia che erano in condizioni di abbandono – dichiara Tony Pollicane di A.Si.D.A. 12 Luglio -. L’assessorato comunale all’Emergenza abitativa sta usando una legge comunale del 2014, cosiddetta patto per la casa, che gli permette di rimodulare la graduatoria. Escludendo però persone che non hanno alcun reddito. Inoltre, abbiamo registrato più volte poca trasparenza nell’attribuzione dei punteggi e rispetto a come avvengono le assegnazioni».
Ex Salvemini e il Palazzo di Ferro
Durante il sit-in, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dall’assessore comunale Fabrizio Ferrandelli secondo cui non ci sarebbe ancora una data per lo sgombero dell’ex scuola Salvemini e del Palazzo di Ferro di via Brigata Aosta. In questi casi, infatti, l’intenzione dell’amministrazione – decisa a recuperare gli immobili occupati così come decretato dal governo Meloni – si è scontrata con una realtà molto più complessa e sfaccettata rispetto alla narrazione che si vuole portare avanti sulle occupazioni abusive.
All’ex Salvemini sono rimaste circa otto famiglie a cui è stato consigliato di organizzarsi per accedere ai dormitori o alle case famiglia. Quindi, in sostanza, non è stata fornita loro alcuna soluzione abitativa utile, anche ai soggetti con patologie gravi. «La proposta di alloggiare mamme e figli minori in case famiglia e i maggiorenni in dormitori pubblici è inaccettabile, perché in questo modo si separano i nuclei familiari contravvenendo alla normativa – sottolinea ancora Tony Pellicane -. Una coppia assegnataria di un alloggio confiscato ha ricevuto minacce di morte e ha denunciato, per cui ha chiesto formalmente un cambio alloggio ma Abitare Sociale fa orecchie da mercante. Che modo di gestire gli alloggi è questo?». Sarebbero, invece, 75 le famiglie da sgomberare al Palazzo di Ferro, motivo per cui si temporeggia. Gli alloggi non ci sono per tutti e tante famiglie qui vivono in condizione di estremo disagio socioeconomico.
La denuncia di A.Si.D.A. 12 Luglio
Secondo quanto denunciato dall’associazione A.Si.D.A. 12 Luglio, le problematiche non riguarderebbero soltanto i beni confiscati alla mafia, perché altri immobili assegnati non sarebbero idonei per altre motivazioni. «Sono inaccettabili anche le assegnazioni di alloggi popolari che, solo dopo, risultano non accatastati, oltre a essere spesso inabitabili perché hanno gravi infiltrazioni d’acqua con notevole presenza di muffa – sostiene ancora Pellicane -. L’assessore ci ha dato appuntamento la prossima settimana per trovare delle soluzioni che siano idonee anche per queste famiglie. Non è giusto lasciare alcuni indietro».