Durante l'inaugurazione della nuova struttura dell'università di Catania, il presidente del Consiglio ha parlato dei fondi stanziati per il Sud e per il capoluogo etneo. Commentando anche il ruolo che, secondo lui, l'innovazione deve avere per rilanciare l'economia del paese. Una battuta, infine, viene dedicata all'Unione europea
Renzi visita la Torre biologica di Catania «Basta ripetere che non ci sono soldi»
«Di solito mi fanno le domande e io decido le risposte, lei mi ha fatto una domanda che contiene la risposta. Per me è una novità». Inizia così la visita di Matteo Renzi per l’inaugurazione della torre biologica dell’università di Catania, con poche parole per chi gli fa notare che ormai «è di casa in Sicilia». Il presidente del Consiglio, alla quarta visita dal 30 aprile scorso nell’Isola, si è poi limitato a dire «è una bella giornata per l’università», prima di entrare all’interno della sede. Dove ad aspettarlo ha trovato il sindaco di Catania Enzo Bianco, il deputato regionale del Pd Davide Faraone, la prefetta etnea Maria Guia Federico e i vertici della politica locale e regionale.
«Non possiamo soltanto adorare le ceneri del passato – ha detto il premier durante l’incontro – ma alimentare il fuoco. Con i soldi stanziati ci sono anche i fondi e non ci sono alibi». Il presidente del Consiglio fa riferimento agli stanziamenti inviati da Roma attraverso il Patto per Catania, firmato quest’anno dal primo cittadino etneo. «Da due anni i cambiamenti ci sono e si vedono – ha continuato – Venerdì il governo compie mille giorni dal suo insediamento, ed erano pochi quelli che credevano che avremmo avuto questo orizzonte così ampio». «Fare innovazione è l’unico modo che ha l’Italia ha per essere fedele a se stessa e alla propria tradizione», ha specificato. «Frasi come “non ci sono soldi” non hanno più cittadinanza in Italia», ha concluso rivolgendosi a Enzo Bianco, che aveva elencato poco prima alcuni finaziamenti del governo per la città etnea.
Una battuta viene infine riservata alla produzione economica e al ruolo del paese nel mondo e in Europa. «Io trovo che sia intrigante provare a usare l’appuntamento del G7 anche come elemento di richiamo per quelle aziende come il settore bio, nano, agroalimentare e dell’industria della difesa». «Nell’ambito di questa nuova stabilità di governo l’Italia ha smesso di essere un problema per l’Europa».