L'operazione Tessa ha fatto luce su un'organizzazione criminale di cittadini eritrei che si arricchiva sulle spalle dei connazionali sbarcati negli ultimi mesi sulle coste siciliane. Centinaia di euro per raggiungere Roma, Milano e successivamente il Nord Europa. Una vicenda di cui tra gli eritrei catanesi già si parlava da tempo. «Quest'estate abbiamo liberato cinque persone che erano prigioniere in una casa a San Berillo. Ma le vittime non denunciano perché sono clandestini. La rete è ancora ben radicata e il traffico di esseri umani purtroppo continua», racconta Arefayne Beraki, uno dei portavoce della comunità