Precari in rivolta, sale la tensione a Palazzo d’Orleans Duro attacco di Cgil, Cisl e Uil al presidente della Regione

Sale la tensione la tensione tra i precari dei Comuni siciliani. Oggi una delegazione di questi lavoratori – che, in molti casi, dopo venti-venticinque anni di servizio negli uffici comunali temono di perdere il lavoro – si sono presentati a Palermo, davanti Palazzo d’Orleans, la sede del Governo siciliano. Insieme con i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, chiedono da alcune ore di essere ricevuti dal presidente della Regione, Rosario Crocetta. Ma il governatore, fin’ora, non li ha ricevuti.    

Da qui la protesta di Michele Palazzotto, Gigi Caracausi e Vincenzo Tango, rispettevamente, segretario delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil della Sicilia. «È sconcertante – dicono i tre sindacalisti – il disprezzo che il Presidente della Regione sta dimostrando nei confronti dei lavoratori precari convenuti alla manifestazione di oggi. Da ore aspettiamo di incontrare il presidente Rosario Crocetta per avere risposte certe sul futuro lavorativo».

Ricordiamo che ieri, sul tema dei 24 mila precari circa dei Comuni si sono riunite insieme la Commissione Bilancio e Finanze, la Commissione Affari istituzionali e la Commissione Cultura e Lavoro dell’Ars. I deputati, alla fine della riunione, hanno fatto sapere che i problemi finanziari si risolveranno con l’approvazione di un disegno di legge che dovrebbe semplificare l’erogazione ai Comuni del Fondi pari a 270 milioni di euro. 

In verità, a questa tesi sono in pochi a crederci. L’unico dato certo, incontrovertibile, è che su uno stanziamento di 270 milioni di euro, la Regione, quest’anno, h erogato ai Comuni un’ottantina di milioni di euro. All’appello mancano ancora 180-190 milioni di euro. I lavoratori e i sindacalisti chiedono chiarezza su questi fondi.     

«È inammissibile questo comportamento di Crocetta – dicono i sindacalisti -. Da più di due ore attendiamo di essere ricevuti, ma ancora dai piani alti non arriva alcun segnale. Se il presidente della Regione è convinto di prenderci per stanchezza, si sbaglia di grosso. Noi dalla piazza non ci muoviamo fino a quando non saremo convocati. Ci attendevamo oggi maggiore sensibilità, soprattutto di fronte a tanti lavoratori venuti qua a manifestare. Il Governo sembra infischiarsene delle nostre legittime rivendicazioni».


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