Ponte sullo Stretto, Salvini: «A me interessa che l’opera venga realizzata insieme alle altre di cui c’è bisogno»

«Più mi dicono che non si può fare, più sono determinato a realizzare questa opera». Parola di Matteo Salvini, ministro per le Infrastrutture e Mobilità sostenibili, intervenuto in collegamento ad un incontro tecnico per il Ponte sullo Stretto al dipartimento di Economia dell’Università di Messina. Al tavolo esperti del settore che hanno manifestato tutta la loro disponibilità per proseguire lungo il cammino che dovrà portare all’avvio dei cantieri. Da parte sua il leader del Carroccio ha chiesto di potere avere una sintesi di tutto l’appuntamento da allegare ai fascicoli messi in primo piano. «Si tratta – ha detto Salvini – di una questione che si protrae da decenni ma che negli ultimi dieci anni qualcuno ha silenziato. Questa non è una infrastruttura siciliana o calabrese; può e deve essere un gioiello a livello planetario. Il fatto che questo dossier sia tornato sul tavolo del Governo, aiuta anche la ripresa e l’accelerazione dei finanziamenti ai lavori che devono essere ultimati affinché il Ponte abbia un senso. Se non prestiamo attenzione anche all’alta velocità e alle autostrade in Sicilia e Calabria, alimentiamo tutti quelli che dicono di fare, prima del Ponte, tutto il resto. Tutto giusto ma io dico che si possono fare tutte le cose, un intervento non esclude l’altro». Salvini, però, non nasconde le difficoltà. «Tecnicamente – prosegue – non sarà semplice. Va rivisto il piano economico-finanziario, va aggiornato il progetto. Bisogna reinsediare la società Stretto di Messina, in liquidazione da nove anni e che dovrà tornare a svolgere le sue funzioni. C’è anche il dibattito aperto sulla nuova gara. A me interessa la realizzazione di questa infrastruttura e migliorare la qualità della vita. Credo che questo collegamento attirerà, da tutto il mondo, gente che verrà a fotografare, ad ammirare e ad invidiare. Il mio obiettivo e che questi territori diventino punti di riferimento per l’innovazione, il green e il superamento del “non si può”».


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